"Una sala ad hoc per i pazienti terminali, al Pronto Soccorso di Salerno": l'appello di una lettrice

Secondo la lettrice, sarebbe necessario da parte del personale e della struttura un occhio di riguardo in più e maggiore flessibilità per i pazienti terminali, al fine di risparmiare loro ulteriori sofferenze e fastidi

Malati oncologici terminali accolti come pazienti ordinari, presso il Pronto Soccorso del Ruggi. Una lettrice ci ha segnalato la storia sua e di suo padre, purtroppo ad oggi deceduto. La salernitana ha raccontato come, presso l'affollato Pronto Soccorso del nosocomio di via San Leonardo, il 15 febbraio, a causa della mancanza di posti letti nel reparto di destinazione, lei e suo padre siano rimasti nello stesso Pronto Soccorso per l'intera nottata, insieme a persone con patologie molto meno gravi rispetto a quelle dell'uomo che versava in condizioni critiche, in quanto disidratato ed impossibilitato persino a parlare.

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Il racconto

"Mio padre era lucido, ma si esprimeva con gli occhi e a gesti, in quanto troppo debole - ha raccontato la donna- Speravamo ci fosse una saletta allestita per chi era nelle sue condizioni al Pronto Soccorso, ma purtroppo tale spazio non era previsto e abbiamo trascorso la notte, con tutti disagi del caso, insieme a chi, per esempio, si era recato in ospedale per una banale colica o per la febbre alta. Mio padre era molto sofferente e, a causa dell'affollamento dell'area, ha fatto i conti, nelle sue precarie condizioni, con disagi che a mio avviso avrebbe potuto risparmiare". In altre parole, secondo la lettrice, sarebbe necessario da parte del personale e della struttura un occhio di riguardo in più e maggiore flessibilità per i pazienti terminali, al fine di  risparmiare loro ulteriori sofferenze e fastidi. "Mentre eravamo al Pronto Soccorso, alcuni letti destinati ai codici rossi erano liberi: probabilmente, un minimo di flessibilità, a seconda dei casi, e la possibilità di accogliere in uno di quei posti mio padre, avrebbe reso la notte più sopportabile almeno a lui che, di disagi e sofferenze, era già saturo", ha concluso la donna.

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