Rimossi i manifesti funebri di Stefano Delle Chiaie: è polemica a Pontecagnano

Il presidente dell'associazione "Memoria in Movimento" Angelo Orientale scrive al Prefetto per chiedere un suo intervento. Ma il sindaco Lanzara chiarisce: "Atto dovuto nei confronti delle vittime delle principali stragi cui è legato il suo nome"

Stefano Delle Chiaie

Esplode la polemica a Pontecagnano Faiano, dove sono stati affissi manifesti funebri a firma di una "Comunita' politica di Avanguardia Nazionale", comparsi in occasione della morte di Stefano Delle Chiaie. A darne notizia il presidente dell'associazione Memoria in Movimento, Angelo Orientale, che, in una lettera al Prefetto di Salerno (inviata per conoscenza anche al sindaco Giuseppe Lanzara), commenta come questo manifesto sia "un grave, esplicito, inedito e preoccupante attacco ai valori costituzionali".

La polemica

Per Orientale è "inutile soffermarci sulla figura del morto. La sua storia, i sospetti e le inchieste in cui è coinvolto, la sua latitanza e le coperture che ha avuto, il suo "lavoro" svolto con le giunte militari e fasciste del Sud America e tanto altro ancora sono note. La nostra Costituzione afferma con forza che la libertà si ferma davanti a chi la usa per riorganizzare o inneggiare al fascismo, o "denigrare i valori della Resistenza". Il presidente dell'associazione chiede al prefetto di "assumere tutte le determinazioni e i provvedimenti utili e necessari a ristabilire la legalità ed il pieno rispetto dei valori fondanti la Repubblica Italiana. Al signor Sindaco chiediamo di formalizzare con atti di Giunta e/o di Consiglio Comunale azioni propedeutiche per fermare questo clima di attacco alla democrazia. A tal fine se sarà disponibile l'associazione di cui mi onoro di rappresentare è  disponibile a sottoporle una proposta da formalizzare con gli atti su richiamati affinchè gli spazi pubblici vengano vietati a chi si rifiuta di aderire ai valori Costituzionali su richiamati".

La replica di Lanzara:

“La rimozione dei manifesti funebri in memoria di Stefano Delle Chiaie è stato un atto dovuto nei confronti delle vittime delle principali stragi cui è legato il suo nome, ma anche a tutela dei valori della democrazia e della giustizia. Le Istituzioni, mai come in questo momento storico in cui sono sempre più esasperati i sentimenti di odio e di rancore verso gli altri, soprattutto le minoranze, hanno l’obbligo morale di insistere sul principio dell’isolamento e della condanna di tutte quelle frange che inneggiano agli pseudo valori della destra più estrema e più violenta, contravvenendo ai principi costituzionali”.

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