Parco del Cilento, nasce a Pertosa il primo Museo del Suolo in Italia

Il Museo è unico in Italia e in Europa: una struttura simile esiste solo in America. Il progetto nasce da uno studio fatto dall'Università che prova l'importanza dei primi tre metri di sottosuolo

Pertosa

Sorge nel Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni, il primo Museo del Suolo realizzato in Italia. Nel giorno in cui le Nazioni Unite celebrano la “Giornata della Terra”, a Pertosa, viene inaugurata la novità: su 1.500 mq di esposizione coperta e molteplici percorsi naturalistici collegati, apre una struttura, unica in Italia, e con pochissimi similari in Europa e nel mondo, che propone un singolare itinerario di conoscenza dedicato alla terra, e più precisamente a ciò che avviene in quei tre metri, fondamentali per la vita sul nostro pianeta, che dalla superficie si portano in basso. Nata per iniziativa della Fondazione MIdA (i musei integrati dell’ambiente) presieduta da Francescantonio D’Orilia, finanziata dalla Regione Campania attraverso i fondi comunitari (P.O. Campania FESR 2007/2013 - Obiettivo Operativo 6.3) con il patrocinio morale e la collaborazione della Commissione Europea, del Global Geopark UNESCO Cilento - Vallo di Diano - Alburni e di numerose società scientifiche di ricerca per l’agricoltura, coordinata nella sua realizzazione dalla Knowledge for Business, la nuova struttura è prossima al “taglio del nastro” previsto per venerdì 22 aprile.

Dopo alcuni giorni di avviamenti tecnici, sarà definitivamente aperta al pubblico a partire dal 1 Maggio. Dalla terra delle formiche, alla fauna che popola il sottosuolo, al mondo delle radici, ai diversi tipi di terreno, al mistero della creazione dell’humus, tra viaggi virtuali, installazioni di reperti e materiali naturali, fino alle collezioni vegetali, il Museo del Suolo di Pertosa offre un percorso di conoscenza incomparabile. “Il Museo del Suolo – sottolineano Francescantonio D’Orilia e Mariana Amato, rispettivamente presidente e direttore scientifico della Fondazione MIdA - rappresenta la realizzazione di un progetto centrale nella visione e nella fisionomia dei Musei Integrati dell’Ambiente. Il suo obiettivo è svelare le molte dimensioni di una risorsa primaria che è fondamentale conoscere e tutelare, ponendo l’attenzione su un sistema che sostiene la vita del pianeta, interagisce con la fisionomia    dei paesaggi, con le caratteristiche dei prodotti agricoli e con la storia dell’uomo”. “Nella progettazione ed allestimento della struttura -  aggiunge Fabrizio Mangoni, Professore di Urbanistica e coordinatore del gruppo di ideazione degli exhibit museali -  si è lavorato per restituire una unitarietà della conoscenza, superando le separatezze del sapere.  Sotto i nostri piedi c’è una tumultuosa attività, chimica, fisica e biologica, da cui dipende il paesaggio che abitiamo, il cibo di cui ci nutriamo, la nostra stessa sopravvivenza sul pianeta. L’augurio è che il Museo del Suolo lasci un messaggio ai suoi visitatori, perché i loro passi siano consapevoli del mondo meraviglioso che c’è sotto, e che sostiene la nostra vita”.

Un progetto di grande valenza scientifica e culturale, oltre che potente attrattore turistico, che ha avviato i suoi lavori nel 2015, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò l’Anno internazionale dei suoli. Da allora, incessantemente, un team di scienziati, che ha riunito i maggiori esperti del settore, coadiuvati in questa impresa dall’intera comunità dei cittadini di Pertosa ed Auletta, ha lavorato per la realizzazione di questo nuovo piccolo scrigno prezioso. Con il Museo del Suolo, la Fondazione MIdA completa un percorso che offre agli studiosi ed ai visitatori un viaggio alla scoperta dei processi di formazione dei terreni, dei loro rapporti con gli ecosistemi, le comunità viventi ed i paesaggi, della interazione di lunga durata con le società umane. Il Museo si inserisce in un contesto che comprende le Grotte di Pertosa - Auletta, un affascinante complesso speleologico che si estende per circa tremila metri nel massiccio dei Monti Alburni.


 

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