Rapimento del bimbo al Ruggi: Cgil, Cisl e Uil replicano alla richiesta delle dimissioni di Longo

I sindacati: "Andrebbe ricordato invece a chi è autore di tali richieste che una Azienda Ospedaliera non è un carcere e che qualsiasi Direzione non può e non deve presidiare o di far presidiare un Reparto dall’Esercito"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

E’ di questi giorni, esattamente del 3 maggio, la ricorrenza della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, emerita espressione della Libertà di Pensiero e di Opinioni che caratterizzano la manifestazione più alta della Democrazia.

E’ da queste parole che le Organizzazioni Sindacali CGIL Medici, CISL Medici e UIL Medici ritengono doveroso intervenire  su recenti Commenti riportati da alcuni organi di stampa a seguito del recente increscioso episodio accaduto presso l’Azienda Ospedaliera Ruggi di Salerno.

Tali dichiarazioni a seguito del rapimento da parte di una madre del proprio bimbo ricoverato presso il Reparto di  Neonatologia-TIN hanno centrato l’attenzione sulla richiesta delle dimissioni del Direttore Generale e del Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera.

Per quanto attiene alle OO.SS. scriventi,  in nessun modo e in nessuna maniera,  la responsabilità dell’episodio  può essere ascritta alla Direzione Strategica, in quanto (lo dice la stressa connotazione nominale), la Direzione Strategica è organo di Governo e di Gestione Generale dell’Azienda che ha responsabilità manageriali e politiche (politiche nel senso più proprio e più nobile del termine) ma certamente non responsabilità operative.

Andrebbe ricordato invece a chi è autore di tali richieste che una Azienda Ospedaliera non è un carcere e che qualsiasi Direzione non può e non deve presidiare o di far presidiare un Reparto dall’Esercito.

Come pure è  opportuno rimarcare che eventuali responsabilità non possono essere ascritta nemmeno al personale del Reparto nel quale si è verificato l’episodio.

In quest’ultimo caso, infatti, di responsabilità si può parlare solamente nell’evenienza del dolo, solamente cioè se la volontà da parte della madre di rapire il proprio bimbo è stata “assecondata” dal Personale del Reparto: l’Ospedale  infatti ha una Organizzazione peculiare caratterizzata da una complessità che non ha pari con nessuna altra Organizzazione. Al di fuori dell’ipotesi del dolo, quindi, è evidente che nulla può essere addebitato ai lavoratori.

In conclusione, le scriventi OO.SS. stigmatizzano con forza l’uso di episodi come quello accaduto al Ruggi con il fine, bassamente demagogico, di spargere inutile e dannoso fango, cercare colpevoli e fornire giudizi sommari che non possono e non fanno parte della storia e del costume delle OO.SS. che rappresentiamo.

Al contempo si assicura totale collaborazione alle forze di Polizia ed agli organi   inquirenti   affinchè possano svolgere la loro opera nel modo più rapido ed efficace possibile e si resta , come sempre , al fianco del Personale tutto per permettere un clima di lavoro sereno  a coloro che ogni giorno forniscono assistenza  a chi ha bisogno in un contesto difficile, ma che  tutto è tranne che un Carcere.

Il Coordinatore Provinciale UIL Medici dott. Vastola Pasquale

Il Segretario Provinciale CISL Medici dott. Marino Francesco

Il Delegato Aziendale CGIL Medici dott. Francesco Bruno

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