"Last day", 19 arresti per gli assalti ai portavalori: ecco i dettagli

Scoperta un’associazione per delinquere transnazionale, dedita alle rapine a furgoni portavalori e in danno di istituti di credito, commesse con l’uso di armi, anche da guerra

Una fase della conferenza stampa

Ci sono anche tre salernitani originari dell'Agro Nocerino Sarnese, D. C. e L.C. di Scafati, un'altra persona L.G. di Sarno al momento irreperibile, tra le 19 persone bloccate questa mattina nelle province di Salerno, Foggia, Napoli (in particolare a Somma Vesuviana e Acerra), Verona e anche in Germania nel lander della Ranania-Palatinato, perché gravemente indiziate di far parte di un’associazione per delinquere transnazionale, dedita prevalentemente alle rapine a furgoni portavalori e a danno di istituti di credito, commesse con l’uso di armi, anche da guerra. L'operazione, denominata Last Day, è stata condotta dalla Polizia di Stato, con il supporto delle Autorità di polizia tedesche, in seguito all’ordinanza (custodia in carcere per 9 persone, arresti domiciliari per 8, l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria rispettivamente per 2), emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore. Stamattina, nella sala azzurra della Prefettura, sono stati resi noti i dettagli: in video conferenza, presente anche Eurojust, con il responsabile Filippo Spiezia. In totale, gli indagati sono ritenuti responsabili di 5 rapine una delle quali tentata, commesse anche con l’utilizzo di armi da guerra (kalashnikov), nelle province di Salerno, Avellino, Foggia e Napoli. Presenti alla conferenza il dottore Fabbrocini del Servizio Centrale Operativo, il Questore Pasquale Errico, il Procuratore a Nocera Inferiore Antonio Centore, il sostituto procuratore e titolare delle indagini presso il tribunale nocerino, Gianpaolo Nuzzo, la Squadra Mobile con la dirigente Cicciotti, la Questura di Foggia e la Polizia tedesca, presente con un funzionario della Polizia Criminale.

La ricostruzione

"Le persone raggiunte da misure cautelari sono 9 originarie di Foggia, 5 della provincia di Napoli, 3 dell'Agro Nocerino Sarnese - spiega il Procuratore della Repubblica Antonio Centore - Quasi tutte hanno precedenti specifici per rapina. Abbiamo subito intuito che l'organizzazione stesse programmando ben altri interventi. In avvio sembrava che i banditi avessero preso di mira Verona ma in realtà era solo una testa di ponte per operare in Germania sfruttando anche un basista che era un dipendente della Cosmopol. Proprio in Germania era programmata la rapina più importante che avrebbe dovuto portare ad un bottino milionario. Questa organizzazione aveva anche un finanziatore e avevano acquistato pure maschere sceniche in silicone, di quelle che si usano nei film dell'orrore. Hanno agito con armi da guerra, in molte occasioni. Il finanziatore, S.D.R, è un soggetto che è stato condannato con sentenza passata in giudicato per una rapina - agosto 2008 - messa a segno a Vigliano Biellese con un bottino di 25 milioni di euro, mai recuperati. Un'altra persona, D.A. G., aveva una posizione centrale: ha continuato a girare per l'Italia, nonostante il controllo ricevuto con la scoperta di documenti falsi. E' andato avanti, perché era la rapina della vita. Appena si è avuta contezza del luogo dove sarebbe avvenuta la rapina più importante, siamo subito intervenuti attraverso il canale di Eurojust, per il tramite del collega Filippo Spiezia che è capo della delegazione italiana. Questa idea è stata decisiva: c'è stato un cambio di passo nella collaborazione internazionale con la Germania. Abbiamo operato come corpo unico, una grande squadra. Abbiamo evitato che la rapina in Germania fosse prossima all'esecuzione, perché si è deciso di privilegiare l'ordine pubblico e la sicurezza, soprattutto perché si trattava di uno Stato estero. Negli assalti ai blindati non si usano mezze misure e uno scontro a fuoco avrebbe messo a repentaglio l'incolumità di altre persone".

Vedi>>>Il video dell'operazione

Pronti a tutto

"Doveva essere la rapina della vita - spiega il sostituto procuratore Nuzzo - Erano pronti a tutto: più volte nelle intercettazioni dicono che bisogno uccidere. Più volte hanno sparato ad altezza uomo, hanno buttato chiodi elettrosaldati sulla carreggiata. Usavano apparecchiature in grado di intercettare segnali radio e antifurti. Erano determinati, a tal punto che hanno continuato ad operare anche quando alcuni di loro sono stati arrestati per rapina. Addirittura si sono riorganizzati quando la persona che ritenevamo loro capo è stata arrestata a Benevento dopo aver messo a segno una rapina. Il capo è stato subito sostituito. La rapina importante in Germania doveva essere realizzata nei primi giorni di settembre, poi hanno avuto un ritardo. La caratteristica dell'organizzazione era quella di essere sparpagliata in più cellule. Utilizzavano un operatore in particolare, Lycamobile, fino a cento utenze: acquistavano e gettavano le schede dopo la prima telefonata".

La criminalità foggiana

"Non bastava più la zona della Daunia ma i banditi avevano cominciato a fare rapine nel resto d'Italia - ha spiegato il dottore Fabbrocini del Servizio Centrale Operativo - Foggia, unita alla criminalità campana, stava cercando di superare i confini nazionali, perché aveva acquistato dinamicità e sicurezza. Le cinque rapine erano preparatorie: servivano a finanziare il colpo finale in Germania. Nel complesso, dal 2012, anno della creazione del nostro nucleo di Polizia nel territorio foggiano, circa 150 persone arrestate, 11 operazioni di Polizia. Faccio i complimenti alla Squadra Mobile di Salerno che si è presa la briga di occuparsi di un problema che solo marginalmente riguardava la propria zona ma che era diventato di portata internazionale".

La traccia

Le indagini, condotte dal Servizio Centrale Operativo e dalle Squadre Mobili di Salerno e Foggia, quest'ultima intervenuta in particolare nel territorio di Cerignola, sono state avviate a seguito di una rapina ad un furgone portavalori commessa a Fisciano, lo febbraio scorso. Da qui la competenza della Procura di Nocera Inferiore. Un commando - termine più volte utilizzato nel corso della conferenza, soprattutto quando gli inquirenti hanno fatto riferimento alla tipologia di armi utilizzate, in alcuni casi kalashnikov - assaltò un portavalori della società irpina Cosmopol tra gli svincoli di Montoro Inferiore e Fisciano. I malviventi minacciarono gli agenti della vigilanza che erano a bordo del furgone blindato riuscendo a portare via una ingente somma di denaro, 78mila euro, destinata ad alcune banche della zona. I banditi si dileguarono, ma solo apparentemente. Altre rapine ad aprile a Solofra e poi a Foggia. Un'altra rapina il 21 luglio agli Scavi di Pompei e una tentata rapina ad Acerra. Ulteriori attività investigative, intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno consentito di ricostruire la struttura organizzativa della banda. Era già pronto un altro assalto armato da compiere im Germania. Il blitz ha messo fine al piano criminale.

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