"Torna al tuo Paese": nuovo caso di razzismo sul bus, tra Salerno e Baronissi

Fermo restando che il giovane avrebbe dovuto pagare la multa, risulta decisamente discutibile il trattamento riservatogli dalla addetta al controllo dei biglietti: la denuncia del nostro lettore e l'appello

Ennesimo caso di presunto razzismo, nel nostro territorio. A denunciarlo, un nostro lettore, giovane straniero regolare sul territorio che, ieri pomeriggio, è stato protagonista di uno spiacevole episodio a bordo del bus numero 10. Il ragazzo, con difficoltà linguistiche, stava viaggiando sul pullman per tornare a casa, in una frazione di Baronissi, con un biglietto da 1 euro e 20 centesimi obliterato circa un'ora prima, ignaro del fatto che il ticket avesse validità solo per una corsa. Alla richiesta dell'addetta al controllo dei biglietti, ha esibito il suo ticket, scoprendone, quindi, la non validità ed entrando nel panico per il trattamento ricevuto.

Il racconto del giovane (tradotto dall'inglese all'italiano ndr)

"Non sapevo che il biglietto da 1 euro e 20 valesse solo per una corsa, così, quando la signora che controllava i biglietti mi ha chiesto i documenti per farmi una multa, sono rimasto perplesso e ho chiesto spiegazioni, in quanto lei non mi aveva detto il perchè della multa. Quando ho provato a chiedere perchè voleva i miei documenti, lei ha iniziato ad alzare la voce, mi ha preso in giro con altre persone che viaggiavano sul pullman ed hanno iniziato a ridere dicendo che sarei dovuto tornare al mio Paese. Allora le ho risposto che non le avrei mostrato i miei documenti se non avessi prima capito cosa stesse succedendo e lei mi ha stracciato il biglietto e ha detto che mi avrebbe portato in Questura o dai Carabinieri.

Ha iniziato a urlare e a telefonare: allora ho dato i miei documenti e il suo collega mi ha fatto firmare per avere una multa. Solo dopo, un amico mi ha spiegato cosa era successo: quando la signora urlava ho anche telefonato ad una persona italiana che mi ha spiegato il possibile problema e mi ha chiesto di parlare con il controllore telefonicamente, per capire cosa stesse accadendo. Ma lei non ha voluto e si è rifiutata di parlare al telefono, anche se sapeva che io non riuscivo a comprendere bene la lingua.

Capisco che la multa era giusta se il mio ticket era scaduto, ma penso anche che l'addetta al controllo non aveva diritto di deridermi e trattarmi così male: non ho capito cosa stesse dicendo, nè perchè il mio ticket non fosse valido. Perchè non mi ha spiegato con calma la situazione e perchè mi ha preso in giro invitandomi a tornare al mio Paese? Io lavoro e rispetto la legge qui, ma non tutti quelli che dovrebbero far rispettare la legge, poi danno buoni esempi. Mi sento mortificato: perchè è così difficile svolgere il proprio lavoro senza approfittarsi di chi è in condizioni di svantaggio, tipo me che non capisco bene la lingua? Non è giusto".

Abbiamo riportato integralmente la traduzione della denuncia del giovane, rilanciando il suo appello affinchè, da parte dell'azienda di Trasporto, venga monitorato il corretto svolgimento del lavoro di alcuni dipendenti per scongiurare nuovi episodi analoghi a quello denunciato dal nostro lettore che, tra l'altro, non rappresenta l'unico autore di segnalazioni sul tema. Sempre a bordo della linea 10, infatti, giorni fa, un cittadino straniero sorpreso senza ticket, ci aveva raccontato che una addetta ai controlli avrebbe minacciato di stracciargli il permesso di soggiorno. Denuncia tutta da verificare, questa, che, tuttavia, punta l'attenzione sul discutibile comportamento di alcuni dipendenti, i quali, al di là delle norme, in molti casi, a quanto pare, dimenticano di applicare senso di umanità e persino educazione, nello svolgimento del  loro compito.

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