Adesca e ricatta una minore: pesanti accuse per il presunto pedofilo albanese

Per due anni la 12enne in orari prestabiliti sarebbe stata obbligata a collegarsi al computer e mostrarsi in webcam: poi ha trovato la forza di denunciare tutto

Atti sessuali con minorenne, violenza sessuale su minore, accesso abusivo a un sistema informatico, sostituzione di persona, violenza privata e atti persecutori: queste le pesanti accuse per il presunto pedofilo di origini albanesi che rischia nove anni di carcere. Avrebbe adescato una 14enne del salernitano, fingendosi suo coetaneo e la avrebbe obbligata, successivamente, a  filmarsi con la webcam in atti di autoerotismo. I fatti risalgono al 2010. Il 68enne avrebbe ricattato poi la minore con la minaccia di diffondere sul web i suoi video hot.

Il blitz

Per rintracciare il pedofilo, che si collegava di mattina presto da un internet point in Albania, c’è voluto l’intervento dell’Interpol. Per due anni la 12enne in orari prestabiliti sarebbe stata obbligata a collegarsi al computer e mostrarsi in webcam: poi ha trovato la forza di denunciare tutto. Si indaga.

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