"Arrivano i Prof" dal 1° maggio: Rocco Hunt sbarca al cinema

Rocco Hunt (che canta anche la title track e si innamora della secchiona Camilla-Irene Vetere) non ha della scuola un bel ricordo: "Mi ha fatto sentire emarginato spingendomi a rifugiarmi nella musica"

Foto Ansa

Sbarca al cinema, il rapper salernitano Rocco Hunt: il 1° maggio, infatti, ‘Arrivano i Prof’ sul grande schermo. Si tratta della commedia di Ivan Silvestrini con Claudio Bisio, Maurizio Nichetti, Lino Guanciale e il rapper Rocco Hunt è il remake del francese ‘Les Prof’, successo da 30 milioni di euro ispirato a un fumetto e mai visto nelle nostre sale.

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A poco più di dieci anni da ‘Notte prima degli esami’ si torna quindi a ridere sulla maturità ma nello scenario attuale della scuola-azienda. Come riporta l'Ansa, è un film controcorrente, che ha la sua serietà nella comicità. Guanciale è il prof di storia che si arrangia facendo il Gladiatore al Colosseo: "Lavoro da 14 anni nella scuola, il nostro sistema non legittima gli insegnanti che dovrebbero essere considerati degli educatori e non solo delle persone pagate poco" riflette, anche in relazione agli ultimi episodi di cronaca che hanno visto protagonisti studenti ben peggiori di quelli raccontati dal film e insegnanti "bullizzati". Rocco Hunt (che canta anche la title track e si innamora della secchiona Camilla-Irene Vetere) non ha della scuola un bel ricordo: "Mi ha fatto sentire emarginato spingendomi a rifugiarmi nella musica. Bisognerebbe creare un 'link' vero tra scuola e lavoro, i ragazzi dovrebbero essere presi per mano, non abbandonati. Mia cugina - racconta - si è brillantemente laureata e fa la cameriera, io sono in partenza per Londra per fare un concerto e sotto il palco troverò certamente molti italiani che sono stati costretti ad andare via". Per Nichetti, esplosivo prof di Chimica "è un film anomalo per la produzione italiana, complimenti al regista: non era facile una direzione corale degli attori e quella di tanti ragazzi. Ha affrontato la comicità in maniera seria". Per Ivan Silvestrini è stato anche un omaggio ai suoi prof "degli eroi, e alla loro passione che mi ha insegnato a desiderare e a impegnarmi. Certo, nel film parliamo della logica un po' turbo-capitalista della scuola degli ultimi anni, ma con leggerezza. E la scuola privata fa la parte della 'cattiva' anche se certo non siamo 'contro'. La cosa veramente importante però è che quella pubblica funzioni". Curiosità.

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