Straniero insultato in ospedale, il Ruggi: "Avviata indagine interna"

Il direttore generale Longo interviene dopo la pubblicazione del video sui social network. Addesso (Cgil9: "Lotta alle discriminazioni di ogni tipo, razziali, di genere, di condizione economica o di convincimento religioso"

Dopo il video pubblicato sui social network da un ragazzo di colore, Souleymane Rachidi, 20enne originario della Costa d'Avorio ma residente nella Valle dell'Irno, con cui denuncia di essere stato insultato da una donna (forse un'infermiera) all’ospedale di Mercato San Severino, arrivano le prime reazioni.

La precisazione

Sulla questione è intervenuto, in primis, il direttore dell’azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona” Giuseppe Longo: “Abbiamo subito avviato tutte le verifiche per appurare cosa è accaduto. Ma qualunque sarà l'esito è importante tener presente che nel settore sanitario è fondamentale ancor di più il rispetto della dignità e dei valori della persona umana”. La Direzione Strategica, inoltre, ha dato immediatamente avvio, già nella giornata di oggi, ad una indagine interna per verificare la realtà dei fatti e le eventuali responsabilità interne.

Il commento

A parlare è anche il segretario provinciale della Cgil Fp Pasquale Addesso, che fa una premessa: “Saranno necessarie verifiche per  stabilire la veridicità dell’accaduto, chi siano i protagonisti e se effettivamente le voci fuori campo siano di un operatore sanitario e si rivolgano proprio al ragazzo in barella”. Ma, in attesa che ciò avvenga, il sindacato “ribadisce con forza che la propria lotta alle discriminazioni di ogni tipo, razziali, di genere, di condizione economica o di convincimento religioso è parte integrante del suo Statuto, del suo Dna e della sua storia”. Per Addesso “niente potrebbe indurre la Cgil Fp Salerno a giustificare l’episodio se fosse verificato senza ombra di dubbio. Nell’affermare con forza i suoi valori fondanti, il sindacato “esprime il suo sostegno a tutte le vittime di discriminazione e a tutti quegli operatori sanitari, sicuramente la grande maggioranza, che nonostante lavorino in condizioni difficilissime di stress, riaffermano ogni giorno la loro umanità e la loro professionalità nel rispetto dei malati che assistono”.

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