Sessanta auto in sosta danneggiate: "Fu un'azione intimidatoria verso la città di Salerno"

Con queste parole il gup Pietro Indinnimeo ha motivato le 9 condanne - la sentenza è stata depositata - a 3 anni d 2 mesi di reclusione emesse per un gruppo di giovanissimi dell’Agro nocerino

«Fu un’azione intimidatoria e clamorosa nei confronti della cittadinanza di Salerno». Con queste parole il gup Pietro Indinnimeo ha motivato le 9 condanne - le motivazioni sono state depositate - a 3 anni d 2 mesi di reclusione emesse per un gruppo di giovanissimi dell’Agro nocerino. 

I raid

La sera tra il 10 e l’11 ottobre scorso, a Salerno, dei ragazzi provenienti da San Marzano sul Sarno e Pagani devastarono sessanta auto in sosta con pistole ad aria compressa. L’accusa era devastazione. Così il giudice ha descritto le dinamiche vandaliche di quella notte: «La loro fu un’autentica scorreria, incuranti dei rischi e delle proprie condotte» che «anche se realizzata in piena notte, era dotata di una capacità intimidatoria verso l’intera cittadinanza». I due gruppi agirono a bordo di una Toyota Yaris e una Lancia Y, in piena notte. Quella «spedizione vandalica fu un’azione di disturbo per la città di Salerno, creando allarme nella cittadinanza e colpendo il patrimonio dei singoli soggetti danneggiati, oltre al buon assetto e regolare andamento del vivere civile. Travalicando i limiti della fattispecie del danneggiamento, per realizzare quello della devastazione». Le strade interessate furono via Generale Clark, Achille Napoli, Torrione, Marconi, lungomare Colombo, via Roma, via Indipendenza e via Croce. Un'azione che «diffuse un turbamento nei cittadini dei singoli quartieri, con segnalazioni fatte indifferentemente a polizia e carabinieri. Fu una violenza psicologica». 

Si vantavano su WhatsApp

Le indagini dei carabinieri di Mercatello accertarono che alcuni degli imputati, in un gruppo creato su Whatsapp chiamato "O’ sistem", si erano vantati di quanto commesso il giorno dopo. «Gli imputati volevano un risultato eclatante e non limitato allo specifico danneggiamento. Infatti erano insofferenti quando la stampa, il giorno dopo, riportò un numero inferiore di auto danneggiate». I ragazzi giudicati con rito abbreviato in udienza preliminare avevano dai 19 ai 21 anni. Quella notte il gruppo passò due ore a sparare piombini contro auto in sosta. Di fronte alla Questura fu distrutto anche il finestrino di un’ambulanza della Croce rossa. 

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