Fonderie Pisano, riaprono i forni: partiti i controlli dell'Arpac

L’impianto ha ripreso a funzionare per consentire ai tecnici dell’Agenzia di eseguire le verifiche sull’applicazione delle tecnologie anti inquinanti. Il controllo dei rilievi è strettamente connesso a rimettere in moto lo stabilimento

Sono partiti i controlli dell’Arpac sulle Fonderie Pisano. L’impianto ha ripreso a funzionare per consentire ai tecnici dell’Agenzia di eseguire le verifiche sull’applicazione delle tecnologie anti inquinanti. Il controllo dei rilievi è strettamente connesso a rimettere in moto lo stabilimento. 

I lavori

Al termine dei controlli, i dati acquisiti saranno analizzati dai tecnici e se i parametri risulteranno conformi, la produzione potrà ripartire. Nei giorni scorsi, i vertici delle Fonderie hanno presentato agli uffici regionali la documentazione con le migliorie studiare per l'attività, prima dei 60 giorni fissati dal Tar per un nuovo provvedimento della Regione. Nel documento vengono illustrati gli interventi da realizzare per ridurre l’impatto inquinante sull’ambiente dello stabilimento e per garantire la sicurezza ai lavoratori. Gli operai, dal loro canto, attendono di conoscere che esito avrà il processo di delocalizzazione. Al momento, l’unica certezza sul destino della fabbrica di Fratte è che la produzione resta ferma, con i 120 operai a rischio stipendio anche per Natale. Sui contratti, gli operai sarebbero stati tranquillizzati, a detta dei sindacati. Lo stabilimeno è chiuso dallo scorso 23 novembre, quando un'ordinanza del Tar di Salerno rese effettivo un provvedimento della Regione Campania. Lo stesso tribunale aveva poi disposto che l'ente emettesse un nuovo provvedimento, nel quale dovranno essere chiariti gli strumenti da mettere in campo per poter riprendere le attività

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