San Matteo, il Pontificale: Bellandi riceve il Pallio, presente De Luca

Il Nunzio Apostolico Emil Paul Tscherrig impone all'Arcivescovo il paramento simbolo dell'inizio del suo mandato

Il Solenne Pontificale in onore di San Matteo, Patrono di Salerno, comincia con l'imposizione del Pallio a Monsignor Andrea Bellandi da parte del Nunzio Apostolico, lo svizzero Emil Paul Tscherrig. L'Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocrsi di Salerno-Campagna-Acerno (presenti anche i predecessori Pierro e Moretti) si raccoglie in preghiera e dice: "Credo e professo con ferma fede tutte le verità circa la dottrina e costumi che propone la Chiesa e ciò che è contenuto nella Parola di Dio". 

La liturgia

Prima lettura dal Libro del Deuteronomio. E' il passo dello Shemá Israel, Ascolta Israele. Mosè parla al popolo. "Non è linguaggio e non sono parole" è la strofa del salmo responsoriale, cantato dall'assemblea. "Comportatevi In maniera degna della chiamata che avete ricevuto" è l'incipit della Seconda Lettura, la Lettera di San Paolo Apostolo agli Efesini. Nelle prime file, il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, il Prefetto Russo, il sindaco Napoli, il consigliere provinciale Sagarese in rappresentanza del presidente Strianese, il Rettore dell'Università degli Studi Tommasetti in carica fino a novembre, il comandante dei vigili urbani Vecchione, parlamentari, assessori e consiglieri comunali.

Il Vangelo Secondo Matteo e il Pallio

"Gesú vide un uomo, Matteo, seduto al banco delle imposte. Gli disse: Seguimi". L'emozione di Bellandi: "Il Pallio dice innanzitutto che tutti noi siamo portati da Cristo ma anche che dobbiamo portarci uno con l'altro. E' il simbolo del pastore che non dimentica il suo gregge, il suo popolo. E' il simbolo della comunione che unisce la Santa Sede agli Arcivescovi. E' significativo che accada per me nel giorno di San Matteo e nel luogo dove sono custodite le sue spoglie. E' un misterioso disegno della provvidenza. Matteo si lasciò alle spalle le imposte e il suo passato. Per Gesù, Matteo trova la gioia del servizio. Vale per tutti: i concittadini non sono quelli dei quali si abusa. Con loro si vive e tutti si aiutano. Gesù ci sfida ogni giorno: il suo sguardo e il suo cuore trasformano il nostro sguardo e il nostro cuore". 

I ringraziamenti

"Ringrazio per la vicinanza con la quale il Nunzio Apostolico segue i miei primi passi - dice l'arcivescovo Bellandi al termine del Pontificale -. Sono certo che anche con gli altri Vescovi delle Diocesi sapremo lavorare insieme. Ringrazio i miei predecessori Pierro e Moretti. Li ringrazio per la loro accoglienza e sono consapevole che da loro ho ancora molto da imparare. Ringrazio della sua presenza il Cardinale Martino, un salernitano che ha voluto onorarmi della sua presenza. Ho ricevuto dalle istituzioni in questi miei primi mesi un'accoglienza che mi ha commosso. Ho avuto modo di visitare degenti dell'ospedale e detenuti. Mi hanno fatto sentire il pastore di tutti, il salernitano tra i salernitani".

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