Maestre d'asilo sospese per maltrattamenti, ora si indaga sui titoli

E’ questo l’approfondimento d’indagine che la polizia giudiziaria, conduce sulle due donne, sospese dal gip per un anno, perché accusate di «maltrattamenti, minacce, percosse e violenze» sui bambini

Dopo i maltrattamenti, la procura parte con le verifiche sui requisiti per esercitare la professione. E’ questo l’approfondimento d’indagine che la polizia giudiziaria, conduce sulle due donne, sospese dal gip per un anno, perché accusate di «maltrattamenti, minacce, percosse e violenze» sui bambini che venivano affidati dalle famiglie all’asilo privato «Tempi d’Infanza», a Sant’Egidio del Monte Albino.

La nuova indagine

L’inchiesta che vede indagate la comproprietaria della struttura e insegnante di 58 anni e una socia, di ventiquattro anni, punterà ad accertare il possesso, da parte di entrambe, di titoli e requisiti pel svolgere la professione di maestra d’asilo. Nel corso dell’anno scolastico precedente, due insegnati abilitate si erano licenziate perché non avrebbero sopportato il «ricorso sistematico alla violenza», sia psicologica che fisica, di cui si sarebbero rese colpevoli le altre due donne. Queste ultime, infatti, restarono da sole all’interno della scuola e senza personale qualificato. Così riferisce la polizia giudiziaria, che nutre dubbi su almeno una delle due. Nelle strutture private, a differenza che in quelle pubbliche, ci si può avvalere non solo di educatori, ma anche di operatori dell’infanzia con un’esperienza minima di tre anni o di laureati con diploma magistrale. Sono queste le verifiche che condurrà ora la polizia, per accertare se possa essere mossa anche un’altra accusa, quella di esercizio abusivo della professione. L’inchiesta vede indagate tre persone (per un’altra insegnante, il gip ha rigettato la misura di sospensione per mancanza di gravi indizi).

"Violenze e ammissioni"

I primi controlli, con tanto di telecamera installata all’interno dell’asilo, partirono dopo la denuncia dei genitori di uno dei piccoli e da un’insegnante che si auto licenziò. A corroborare l’impianto accusatorio le testimonianze delle due maestre, ma anche quelle di alcuni genitori, chiamati a sommarie informazioni dalla polizia. In cosa si traducevano quei maltrattamenti: piccoli schiaffi, minacce, offese mirate e punizioni inflitte ai bimbi più indisciplinati. Atteggiamenti «sproporzionati rispetto alle cause ed alle finalità perseguite». Dal video acquisito dalla procura, si nota come i bambini, almeno in due, mangiassero dallo stesso cucchiaio, che una delle due indagate utilizzava per raccogliere il cibo direttamente da una padella. In un altro caso, una della maestre avrebbe incitato una bambina ad usare violenza nei confronti di un altro piccolo, che la stava infastidendo. Prima della misura interdittiva, le due donne furono sentite dagli inquirenti. Fu chiesto ad entrambe se avessero utilizzato metodi violenti nella gestione dei bambini: entrambe ammisero di aver alzato la voce in qualche occasione, dando anche qualche piccolo scappellotto. 

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