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Sanza, qui riposa Carlo Pisacane

Sembra quasi di sentire i colpi di pistola, le urla dei cittadini, la voce spenta di Carlo Pisacane che in questo luogo, a poche centinaia di metri dal centro abitato di Sanza, perse le sue speranze e con esse la vita. Voleva liberare il Sud dalla monarchia borbonica. Era il 2 luglio del 1857, una calda giornata estiva. La sua storia, quella del Risorgimento, da molti esaltata e da altri rinnegata. Un eroe per tanti, un mercenario per coloro i quali ripudiano e condannano questo periodo storico. Carlo Pisacane, secondo le versioni convenzionali narrate dai testi storici, voleva il riscatto del popolo nei confronti dei tiranni e, con una ventina di compagni si imbarcò sulla nave di linea Genova-Tunisi pronto per la rivoluzione. Dopo ore di navigazione sbarcò sull' isola di Ponza dove c'era un carcere borbonico. Attaccò la prigione, liberò circa 300 detenuti e prese le armi dei soldati. Con questi 300 uomini partì di nuovo per il sud e approdò a Sapri dove sperava di sollevare il popolo, lo stesso che invece ne ha decretato la sua morte.

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