Morto a 2 anni per meningite a Sarno, la famiglia si oppone: "Gli errori dei medici"

E' il sunto dell'opposizione presentata avverso la richiesta di archiviazione della procura di Nocera, sulla morte del piccolo di 2 anni, di Sarno, Nello, deceduto ad ottobre scorso per una meningite fulminante

«Servono nuove indagini, i medici non individuarono la patologia, nè curarono il piccolo». E' il sunto dell'opposizione presentata avverso la richiesta di archiviazione della procura di Nocera, sulla morte del piccolo di 2 anni, di Sarno, Nello, deceduto ad ottobre scorso per una meningite fulminante. Cinque i medici indagati, tre di Sarno e due di Nocera Inferiore, impegnati nei rispettivi ospedali. Per la procura l'indagine va archiviata, perchè i medici avrebbero rispettato tutti i protocolli, con il decesso del bimbo che invece giunse per una meningite, alla quale non era seguita una profilassi vaccinale. Non obbligatoria, tuttavia, per il piano sanitario.

"Colpa dei medici, serve nuova perizia"

Nella memoria presentata al gip dall'avvocato che assiste la famiglia, i medici sono accusati di non aver individuato in tempo la patologia, di aver sottovalutato gli esami parziali del sangue del piccolo, che sarebbe stato lasciato per almeno 11 ore, dal primo accesso in pronto soccorso, senza cure. Era il 30 ottobre scorso, itntorno alle 21, quando i genitori del piccolo giunsero in pronto soccorso a Sarno. Dopo una visita, i medici richiesero una consulenza pediatrica, ma il medico era impegnato in sala parto. I genitori si spostarono a Nocera Inferiore, intorno alle 22, rientrando a casa. Secondo la perizia di parte, i medici di Nocera avrebbero dovuto effettuare nuovi accertamenti, vista anche la presenza di un reparto di malattie infettive.

"Genitori rassicurati, ma il medico non sapeva della malattia"

La circostanza che spinse i genitori a tornare a Sarno, infatti, sarebbe stata «viziata da una falsa rappresentazione della realtà posta in essere dal medico, con rassicurazioni fuorvianti che hanno determinato il rifiuto del ricovero». E ancora: "Il sanitario, non avendo minimamente compreso la patolgoia, non ha fornito una corretta informazione ai genitori. Non a caso, nel referto non viene riportata la diagnosi e neppure vengono indicate terapie opportune, con la conseguenza che non risulta adeguata l'inforamzione fornita ai genitori del paziente. Inoltre, la circostanza che il sanitario abbia prospettato alla famiglia la possibilità di eseguire con calma gli accertamenti nella giornata successiva e ceh abbia affidato il piccolo al medico curante, ovvero al medico di base, fa capire che il sanitario non avesse minimamente ipotizzato la possibilità di una patologia più grave". Nella memoria, il legale chiede al gip di chiamare in causa l’ospedale Monaldi, di Napoli, unico specializzato a «stabilire con certezza la percentuale di mortalità e la valutazione sui sintomi che presentava il piccolo, oltre alla possibilità che quest'ultimo potesse salvarsi, se sottoposto tempestivamente ad adeguate cure». Starà ora al giudice decidere se archiviare l'indgine o disporre, invece, nuove indagini, così come chiesto dalla famiglia

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