Scafati, morì a 33 anni dopo mesi di ricovero. La procura: "Nessuna colpa medica"

La richiesta di archiviazione della procura sarà al vaglio del gip. Sullo sfondo la morte di Anna Pistol. Sia i medici di Nocera che quelli di Pagani, per il sostituto procuratore, avrebbero operato correttamente

Non ci sono responsabilità da parte dei 28 medici, per la procura, sul decesso di Anna Pistol, la 33enne scafatese madre di 5 figli deceduta all’ospedale Andrea Tortora di Pagani il 23 dicembre 2017, dopo tre mesi di ricovero trascorsi tra due ospedali. La richiesta di archiviazione sarà esaminta dal gip il prossimo 17 luglio. Sia i medici di Nocera che quelli di Pagani, per il sostituto procuratore, avrebbero operato correttamente, non potendo influire su un stato clinico già compromesso.

L'inchiesta

La donna si sentì male il 20 settembre di quell'anno, con un malore che le causò problemi respiratori e attacchi di panico. Pur con ritardi - come denunciò la famiglia - nell'intervento del 118, la donna, in stato d'arresto cardiaco, sarebbe migliorata leggermente dopo 20 minuti dall'accesso in ospedale, secondo la consulenza collegiale disposta dalla procura. Dal 20 settembre al 2 ottobre Anna restò ricoverata presso la rianimazione dell’Umberto I di Nocera Inferiore. Le sue condizioni sarebbero restate critiche fino al nuovo trasferimento a Pagani, con due giorni trascorsi in coma farmacologico. Il decesso si registrò il 23 dicembre, mentre la famiglia, nel frattempo, si era impegnata a cercare un posto presso un istituto di Unità di Risveglio sia in regione Campania che altrove. La 33enne era in in stato di coma, prima della morte.  

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