Scafati, muore a 33 anni dopo il ricovero in due ospedali: ci sono 30 indagati

A seguito di ciò, la Procura di Nocera Inferiore ha aperto formalmente un’indagine, iscrivendo i nomi di 30 persone, tra medici, personale e infermieri, nel registro degli indagati. L’accusa formale per tutti è di omicidio colposo

E’ morta dopo circa due mesi di ricovero, cambiando due ospedali, a soli 33 anni. Un male o una patologia non ancora definita, che ha spinto il marito a sporgere denuncia ai carabinieri. A seguito di ciò, la Procura di Nocera Inferiore ha aperto formalmente un’indagine, iscrivendo i nomi di 30 persone, tra medici, personale e infermieri, nel registro degli indagati. L’accusa formale per tutti è di omicidio colposo. Sullo sfondo c’è la morte di Anna Pistol, 33enne di Scafati, sposata e con figli. Il sostituto procuratore Gaetana Amoruso ha conferito ieri mattina, intorno alle 13.00, l’incarico al medico legale Giuseppe Consalvo per l’esame autoptico. Quest’ultimo è stato eseguito nel primo pomeriggio. Serviranno novanta giorni per comprendere le cause della morte della donna, oltre ad accertare l’esistenza di eventuali patologie pregresse. Il percorso che ha portato al decesso la 33enne è iniziato lo scorso 20 settembre, quando la donna aveva accusato un malore in casa. Il marito aveva allertato il 118, che l’aveva soccorsa in una prima fase, per poi trasferirla con l’ambulanza all’ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore.

La denuncia

Secondo le prime informazioni, contenute in denuncia ma da verificare secondo i tempi, Anna Pistol sarebbe finita in stato di arresto cardiaco per diversi minuti. Una circostanza che è al vaglio degli inquirenti e rappresenta un primo punto di partenza per l’indagine. Non è esclusa la possibilità di danni permanenti, che nel lungo periodo di ricovero potrebbero non essere stati affrontati secondo protocollo. Una volta a Nocera, la donna era stata trasferita in fase di ricovero presso il reparto di rianimazione. Qui sarebbe rimasta per un lungo periodo, fino al trasferimento all’Andrea Tortora di Pagani. Proprio nell’omonimo reparto è poi deceduta, pochi giorni fa, il 23 dicembre. La denuncia ai carabinieri della tenenza è stata sporta dal marito Angelo, che lamenta non solo una presunta e cattiva gestione oltre che cura della paziente, ma pretende anche chiarezza. Sempre stando alle prime notizie, il trasferimento da Nocera a Pagani non sarebbe stato motivato nella sua interezza alla famiglia della donna. Anche questa circostanza è al vaglio degli investigatori. La famiglia di Anna Pistol è assistita dai legali difensori Massimo Pietro Balzano, Carmela Sabatino e Sofia Pisani.

Le posizioni degli indagati

Il lavoro degli inquirenti non si presenta semplice. L’aver inviato l’avviso di garanzia a trenta persone rende l’idea di quello che andrà valutato per escludere o contestare singole responsabilità. Le fasi di accertamento sono diverse: si va dal primo soccorso in ambulanza per il malore segnalato dal marito della 33enne al telefono, fino alla criticità riscontrata durante il tragitto in ospedale. Poi sarà il momento di valutare l’operato di medici ed infermieri dei due ospedali, quello di Nocera Inferiore e quello di Pagani. Per escludere un effetto a catena in termini di colpe, il sostituto procuratore attende i risultati dell’autopsia e il resto degli esami complementari per valutare quale posizione eliminare dalla lunga lista. Un lavoro di garanzia, a tutela delle persone iscritte, che hanno avuto a che fare con la paziente per circa due mesi. Tutte le persone che al momento sono attenzionate hanno nominato un proprio difensore e un consulente medico, che ha potuto assistere all’autopsia svolta dal perito nominato dalla procura nocerina. Il pubblico ministero Gaetana Amoruso ha disposto il sequestro della cartella clinica, con la quale valuterà le diverse fasi assistenziali attraversate dalla paziente, non dimenticando di verificare il rispetto di tutti i protocolli a seconda dei sintomi e delle diagnosi registrate nei due plessi. 

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