Rapine sull'asse Foggia-Salerno, sconti di pena in Appello per gli imputati

Sullo sfondo l'inchiesta “Last day”, concentrato su un gruppo che si muoveva tra Nocera, Sarno, Salerno, Foggia, Napoli, Verona ed in Germania. L’inchiesta portò all'iscrizione di ben 22 indagati

Rapine dal foggiano alla provincia di Salerno: sconti di pena in appello per alcuni degli imputati. I giudici hanno rideterminato le pene per lo scafatese D.C. a 14 anni e 10 mesi; per A.C. a 17 anni e 6 mesi, per A.D.S. , 5 anni e 8 mesi, A.P. , 4 anni e 6 mesi, S.D.R. ad 1 anno e 8 mesi, P.P. ad 1 anno e 4 mesi, L.D.C. , 1 anno e 6 mesi, mentre per C.B. , 1 anno e 8 mesi. Sullo sfondo l'inchiesta Last day”, concentrato su un gruppo che si muoveva tra Nocera, Sarno, Salerno, Foggia, Napoli, Verona ed in Germania. L’inchiesta portò all'iscrizione di ben 22 indagati, con nove esecuzioni di custodia cautelare in carcere e otto ai domiciliari, e due obblighi di presentazione. L’operazione fu condotta dagli agenti del Servizio centrale operativo e dalle Squadre mobili di Salerno, Napoli, Foggia e Verona, con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine di Napoli e Pescara. A capo del gruppo vi sarebbe stato uno scafatese

I colpi

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L’organizzazione era composta da soggetti di origine campana, pugliese ed albanese, accusata a vario titolo di 5 rapine realizzate nelle province di Salerno, Napoli, Foggia ed Avellino, con la pianificazione ultima di un colpo da concludere in Germania. E sventato poi dalle ordinanze firmate dal gip. Per mesi gli indagati avrebbero studiato il tragitto di un portavalori blindato che, in Germania, nella provincia di Coblenza, trasportava milioni di euro. Per il colpo era stato tutto preparato al dettaglio: dalle armi alle costosissime maschere con le quali coprire il volto. L’assalto comprendeva l’uso dei micidiali kalashnikov Ak-47 e jammer per neutralizzare i sistemi di allarme satellitari e le comunicazioni con i cellulari, con impiego di maschere in silicone di pregevole fattura, utilizzate dagli attori nei film horror, dal costo di oltre 500 euro ciascuna. Le indagini partirono nel febbraio 2017, dopo una rapina a un portavalori da 78mila euro sul tratto autostradale Salerno-Avellino, all’altezza di Fisciano. Un colpo simile fu commesso poi a Solofra, alla biglietteria degli scavi di Pompei, poi due solo tentati in altrettante banche. Il gruppo avrebbe disposto di importanti risorse economiche, ma anche di finanziatori, basisti e assaltatori. 

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