Scuole al gelo e insicure: esplode la protesta degli studenti a Salerno

Lungo Corteo da Piazza Ferrovia fino alla sede della Provincia. Numerose le critiche del Coordinamento Provinciale Edilizia Scolastica al decreto "Scuole Sicure"

Sono stati circa 500 gli studenti salernitani, aderenti al Coordinamento Provinciale Edilizia Scolastica, che, questa mattina, hanno partecipato al corteo organizzato per chiedere l’immediata messa in sicurezza delle strutture scolastiche, la manutenzione ordinaria degli impianti di riscaldamento e il prolungamento dell’orario di accensione degli stessi.

Il corteo

Dopo il concentramento delle scuole in Piazza Ferrovia, gli studenti hanno attraversato Corso Vittorio Emanuele rivendicando non solo il diritto allo studio, che passa innanzitutto per la sicurezza e la qualità dei luoghi del sapere, ma anche l’abrogazione della legge 107 e l’abolizione dei test Invalsi. L’obiettivo è ben chiaro: bloccare il processo di aziendalizzazione che i governi precedenti hanno posto al centro del mondo dell’istruzione e che l’attuale governo sta appoggiando in piena continuità. Giunto a piazza Cavour, il corteo si è sciolto dando inizio ad un’assemblea pubblica ricca di interventi e testimonianze da parte di tutti gli studenti mentre una delegazione di rappresentanti si è recata agli uffici della Provincia per il colloquio con il responsabile del settore edilizia scolastica di Salerno. Durante il corteo è stato esposto uno striscione dedicato alla lotta degli operai della Treofan di Battipaglia che, da oltre 20 giorni, sono in presidio permanente. Un invito partecipare alla manifestazione di domani a Battipaglia, convinti che la lotta per la scuola pubblica e sicura e per il lavoro è unica.

La nota degli organizzatori:

“Con il decreto Scuole Sicure, piano che ha ridotto le scuole alla pari di carceri con la presenza di forze dell'ordine ed entità cinofile negli istituti, si è dimostrato l’ennesimo tentativo di smantellare i principi pedagogici sui quali il mondo della scuola dovrebbe fondarsi. La comunità studentesca continuerà a ribadire che le uniche "Scuole Sicure" sono quelle che non gli crollano in testa. Anziché investire nella messa in sicurezza dei nostri edifici sono stati stanziati ben 2,5 milioni per questo decreto mentre all'istruzione pubblica ne sono stati tagliati 14 milioni. Non bastano più le promesse fatte agli studenti che sanno ormai perfettamente come le istituzioni si dimostrino sistematicamente inadempienti di fronte agli impegni di cui si fanno carico. Il Coordinamento Provinciale non si arresta, continuerà a lottare affinché migliorino le condizioni di tutti gli istituti e quindi quelle di tutti gli studenti e di tutte le studentesse”.

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