FederCepi, appello ai sindaci: "Non aprite le scuole a rischio"

L'associazione si rivolge ai primi cittadini dei territori sui quali insistono edifici scolastici a rischio, o comunque non in regola con le normative antincendio, antisismiche e contro il dissesto idrogeologico

Foto archivio

"Non apriteli". FederCepi Costruzioni lancia un appello ai Sindaci dei territori sui quali insistono edifici scolastici a rischio, o comunque non in regola con le normative antincendio, antisismiche e contro il dissesto idrogeologico.

Il commento

"Sono necessarie iniziative forti, che richiamino la classe politica alle proprie responsabilità – dichiara il presidente di FederCepi Costruzioni, Antonio Lombardi – tanto più quando inefficienza, ritardi e menefreghismo investono la sicurezza di bambini e giovani. Tra qualche giorno inizia un nuovo anno scolastico: molte delle strutture fatiscenti attive lo scorso anno, si ritroveranno, quest’anno, nelle medesime condizioni, se non peggiorate. Scuole costruite addirittura negli anni ’30, nella migliore delle ipotesi negli anni ‘60 e ’70 o in zone oggi qualificate come rosse per dissesto o rischio vulcanico".

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I controlli

Un monitoraggio del Ministero dell’Unviersità e della Ricerca Scientifica del 2017 evidenziava per la provincia di Salerno una situazione di particolare gravità: su 900 strutture adibite a scuole, appena 55 potevano considerarsi a norma. "I sindaci – aggiunge Lombardi – sono oggi investiti da una enorme responsabilità: la VI Sezione Penale della Corte di Cassazione, l’8 gennaio di quest’anno, con la sentenza n. 190, ha rimarcato la loro responsabilità non solo amministrativa ma anche penale, stabilendo che in presenza di un qualsiasi rischio, anche lieve, sono obbligati a mantenere chiuse le scuole. Per tanti plessi scolastici – ed i crolli dei mesi scorsi ne sono la riprova tangibile ed evidente – il rischio è ben più che lieve".

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