Siano, violenze e maltrattamenti per più di vent'anni: ora va a processo

Un'inchiesta che parte da un lungo racconto, quello della moglie, la vittima, che raccontò per anni di botte, urla, minacce di morte e obbligo di consumare rapporti sessuali. E fin dai primi mesi del 1990, l'anno nel quale la coppia si sposò

Ventisei anni di violenze e offese, finite in diverse denunce contro il marito, che in preda all'alcol faceva subire alla propria moglie ogni sorta di sopruso. La vicenda, diventata poi indagine con contestuale richiesta di rinvio a giudizio, è al vaglio del gip. Un'inchiesta che parte da un lungo racconto, quello della moglie, la vittima, che raccontò per anni di botte, urla, minacce di morte e obbligo di consumare rapporti sessuali. E fin dai primi mesi del 1990, anno in cui si sposò con l’attuale vittima: G.L, 54enne originario di Siano, rischia ora il processo

La violenza ventennale

I fatti riferiscono di aggressioni davanti ai figli minori, calci, pugni, capelli tirati, mane strette al collo per strangolarla, oltre ad offese quotidiane. Nel 1992, quando l'uomo si presentò sul luogo di lavoro di lei, presso una fabbrica conserviera, le strappò il camice di dosso umiliandola: «Devi stare a casa, non devi fare niente, non sei buona, fai a fare la z…porta i soldi a casa». Nel 1997, da ubriaco, staccò un quadro dal letto e colpì la donna in volto, mandandola in ospedale. Nel 1999, mentre si trovava a Brescia per lavoro, la offese telefonicamente, a distanza, sempre in preda all'alcol: «Io sto qui a lavorare e tu vai con tutti, p..». E quando tornava a casa per Natale e Pasqua, la donna veniva sistematicamente picchiata. A Natale 2005, in una specifica occasione, l'uomo costrinse la donna a chiudersi in bagno. Ciò non bastò a farlo desistere, con la porta in vetro finita distrutta e l'intervento tempestivo dei carabinieri. 

I rapporti ottenuti con la forza

Spesso di mezzo ci finivano anche i figli, molestati a loro volta. Nel corso dell’udienza al Tribunale dei minori per il decadimento della potestà genitoriale, la figlia raccontò le botte e le angherie subite. Nel 2009 la moglie fu afferrata per il collo, poi afferrando un coltello provò a difendersi. L'imputato glielo strappò, ferendola a sua volta, provocandole tre punti di sutura. Nel 2015, dopo un litigio col cognato, ancora una volta ubriaco, l’uomo se la prese di nuovo con la moglie, picchiandola. Nel 2016, non trovandola in casa, chiamò il figlio sostenendo che la madre fosse altrove, impegnata con un altro uomo. La vittima invece era in ospedale. Quando tornò a casa, fu nuovamente picchiata. Nel 2016, dopo che lei era stata dai carabinieri per denunciare l’ennesima aggressione, fu nuovamente aggredita, bloccata sul letto e costretta a subire un rapporto sessuale. Per maltrattamenti ventennali contro moglie e figli, l’uomo finirà a processo

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