Spettacolo gender rinviato, l'ira dell'Arcigay: "Sconcertante l'atteggiamento del Comune"

La presidente Ottavia Voza chiede formalmente un incontro al sindaco Enzo Napoli per discutere apertamente della questione dopo le polemiche dei giorni scorsi

Ottavia Voza (Foto Fb)

Dopo la decisione del sindaco Napoli di posticipare lo spettacolo gender al teatro Verdi, a seguito delle critiche giunte dall’associazione “A difesa dei nostri figli” e dal centrodestra, la presidente del comitato Arcigay Salerno Ottavia Voza commenta: “E’ impensabile che qualcuno possa pensare di recuperare consenso elettorale strumentalizzando un tema tanto delicato e complesso e dando spazio e voce a chi vuole impedire l’avanzamento dei diritti e delle uguaglianze in questo territorio e in questo paese”.

Di qui la stoccata al Comune: ““Ed è ancora più sconcertante che un' amministrazione decida di incontrare una associazione contraria all’evento senza alcun tipo di contraddittorio e senza alcun tipo di confronto pubblico sul tema – aggiunge Voza – sponsorizzando invece un convegno a favore della famiglia tradizionale. Il riconoscimento dei diritti fondamentali di famiglie che già esistono, di bambini vittime di una inaccettabile discriminazione che li pone attualmente su un livello di cittadinanza limitata, non può essere interpretato come una azione che si pone in contraddizione con i valori della famiglia tradizionale“. Per questo il comitato Arcigay Salerno chiede un incontro immediato al sindaco Napoli per "un confronto aperto e sereno" e contestualmente chiede che l’amministrazione comunale si faccia invece promotrice di un “evento pubblico sul tema che veda un contraddittorio e che veda un confronto libero su un tema così delicato e facilmente oggetto di strumentalizzazioni”. 

Intanto, però, il primo cittadino precisa la sua posizione sulla querelle: “Nel corso di un colloquio franco e costruttivo col comitato “Difendiamo i nostri figli” ho avuto modo di dichiarare di essere laico, intendendo con questo a-confessionale e a-ideologico particolarmente sui temi eticamente sensibili. Su questi argomenti non ho certezze apodittiche e “costruisco” il mio convincimento ricorrendo all’esercizio della ragione critica, ai pareri della comunità scientifica e al civile confronto delle idee. Impostazione, questa, che ho tenuto anche nel mio intervento in Consiglio Comunale”. E aggiunge: “Per quanto riguarda un eventuale convegno promosso dal comitato da tenersi nel Salone dei Marmi, ho sostenuto che quest’ultimo è a disposizione dei cittadini che ne fanno richiesta con le modalità previste dal regolamento. Altro ragionamento vale per il patrocinio del Comune all’iniziativa, che nella fattispecie ritengo vada subordinato all’organizzazione di un confronto  dialettico e addirittura antagonistico tra varie posizioni, senza pregiudizi e di alto valore culturale e scientifico. Solo così - conclude Napoli - si può contribuire a formare opinioni libere e autorevoli utili a tutti e non a una sola parte”.
 
 

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