Castello Aragonese: tra storia e fantasia ecco il dominatore di Agropoli

Il castello angioino aragonese di Agropoli primeggia sul promontorio della città e impreziosisce con la sua mole e la sua architettura la località costiera

Si erge maestoso fungendo quasi da vedetta sulla città: il Castello Angioino Aragonese di Agropoli primeggia sul promontorio della città e impreziosisce con la sua mole e la sua architettura la località costiera. Il castello ha radici antichissime: il primo impianto risale all’epoca greco – bizantina, periodo in cui esisteva semplicemente una torre di avvistamento. A iniziare i primi cambiamenti e le dovute ristrutturazioni furono i Normanni, che edificarono tutt’intorno anche quelle mura che è possibile ancora oggi ammirare e di cui si può ben riconoscere il carattere normanno-svevo. Se le mura, però, sono rimaste le stesse nei secoli, il castello ha subito diverse e ulteriori trasformazioni e ammodernamenti che si sono resi necessari per adattarlo agli sviluppi e alle innovazioni introdotte nell’arte militare. Infatti, è proprio durante il dominio aragonese che la struttura subisce i maggiori cambiamenti per approdare, infine, al suo aspetto definitivo, che lo rese una fortezza a difesa della città tale da poter ostacolare il nemico proveniente da qualsiasi direzione. Furono i Sanseverino, conti di Marsico, all’epoca potenti feudatari del Regno di Napoli, ad apportare tali cambiamenti così capillari al castello. 


Col passar del tempo, la destinazione del Castello di Agropoli è cambiata tanto da diventare quando necessario anche residenza privata di note famiglie nobiliari, finché nel 1806, su ordine di Napoleone, il castello venne occupato dal Genio Militare diventando nuovamente centro difensivo dell’intero Principato Citra. La Sala dei Francesi, infatti, deriva il suo nome proprio da questo episodio. Non solo Napoleone, ma anche altri sono i personaggi noti legati alla storia della rocca: uno dei più eminenti storicamente è Luisa Sanfelice, moglie di Andrea Sanfelice, e personaggio coinvolto nei giorni della Rivoluzione napoletana del 1799, dimorò più volte al Castello nel periodo in cui proprietaria era la famiglia del marito. Il castello è stato anche protagonista di poesie e racconti: la scrittrice francese Marguerite Yourcenar, famosa per le sue “Memorie di Adriano”, rimase talmente colpita dal castello da decidere di ambientarvi il suo racconto “Anna, soror”, e lo stesso accadde per il nostro Giuseppe Ungaretti: visitò il Cilento negli anni ’30 del Novecento e nel volume “Mezzogiorno” riuscì a rendere magistralmente la città di Agropoli e il suo castello. 
 

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