"Un giorno senza rischio, è un giorno non vissuto": la storia di un eroe silenzioso

Tra le imprese affrontate dall'ispettore Mirko Bove, l'alluvione di Sarno, dove riuscì a trarre in salvo una bimba di soli 20 mesi sotto le macerie. Fu allora che, dando prova del suo coraggio e della sua dedizione alla missione umanitaria, ricevette un attestato di merito dal Ministero dell'Interno

Aveva appena 14 anni quando ha iniziato a dedicarsi ad una missione che, da sempre, sente nel suo profondo: correre lì dove c'è bisogno di aiuto, per fronteggiare qualsiasi emergenza ed aiutare persone in difficoltà. Non importa quale sia il rischio da correre: fossero burroni o fiamme, come è capitato, non si lascia spaventare e si dirige dritto verso la meta, restituendo salute e sorrisi a chi li ha perduti. E' Mirko Bove, ispettore dell'Humanitas di Salerno, fiore all'occhiello e punto di riferimento per il soccorso salernitano, che, poco prima della chiusura dell'anno, lancia a tutti un messaggio importante attraverso la sua esperienza professionale che, per moltissimi, è stata letteralmente vitale. Figlio del noto sottufficiale dei Vigili del Fuoco, Bruno Bove, Mirko ha fatto del suo motto uno stile di vita: "Un giorno senza rischio, è un giorno non vissuto". Proveniente dai caschi rossi, l'eroe silenzioso, dunque, dal '94 è entrato a far parte del Corpo Nazionale di Pubblica Assistenza dell'Humanitas di Salerno, capitanato da Roberto Schiavone. Innumerevoli, le operazioni in cui Mirko si è distinto. Tra queste, l'alluvione di Sarno, dove riuscì a trarre in salvo una bimba di soli 20 mesi sotto le macerie. Fu allora che, dando prova del suo coraggio e della sua dedizione alla missione umanitaria, ricevette un attestato di merito dal Ministero dell'Interno.

"Laddove iniziano le vostre paure inizia il mio coraggio", dice spesso l'ispettore che si è fatto conoscere per numerosi casi di cronaca locale e nazionale. Non è trascorso molto tempo, tra l'altro, dal giorno in cui, con il mare forza 7 a bordo di una motovedetta della Capitaneria di Porto, Mirko prestò soccorso ad un turista colto da un infarto: un intervento pericoloso sia per le condizioni meteo che marine. Nonostante ciò, l'ispettore riuscì insieme ad un suo collega, Francesco Memoli, a trasportare il malcapitato dalla nave alla motovedetta, imbracandolo. Momenti di commozione e di orgoglio, quando, a missione compiuta, l'ispettore fu ricoperto di applausi da parte dei turisti della nave da crociera. Un episodio, quello, che fece eco anche sulla stampa estera: a parlarne, infatti, elogiando l'ottimo soccorso ricevuto dal viaggiatore in pericolo, è stato anche Le Monde, noto giornale francese.

Ne ha viste, di scene da dimenticare, l'ispettore che si è trovato a fronteggiare, insieme ai suoi colleghi del soccorso, pure il matricidio tragicamente consumato a Torrione, nonchè numerosi interventi in mare, fino a terminare con il drammatico epilogo dell'incidente del pullman dove persero la vita 40 persone. Per tutto il bagaglio vissuto, Mirko, dunque, ringrazia l'Humanitas di Salerno, il suo presidente e i suoi colleghi. Molte delle imprese dell'Humanitas e di Mirko, intanto, sono anche state tra le protagoniste di un libro titolato "Codice Rosso" di Luciana Mauro. Un esempio di coraggio e di altruismo, quello di Bove, che proprio come il suo papà, non si stanca mai di precipitarsi lì dove gli altri fuggono, per restituire sicurezza e sorrisi a chi è in difficoltà.

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