Terremoto 1980, il ricordo di Napoli: "Impossibile dimenticare le vittime e i soccorritori"

Caratterizzato da una magnitudo di 6.8 (X grado della scala Mercalli) con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania causò circa 280 mila sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti

Sono passati 37 anni dal terribile terremoto del 23 novembre del 1980 che colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionali. Caratterizzato da una magnitudo di 6.8 (X grado della scala Mercalli) con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania causò circa 280 mila sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti. Un evento drammatico che sconvolse anche la città di Salerno. E, soprattutto, la zona sud della provincia. Numerose le iniziative in programma.

Il pensiero del sindaco Enzo Napoli: “Ricordiamo le vittime dell'immane tragedia e rinnoviamo la gratitudine ai soccorritori. Tra le lacrime e le macerie emerse un'Italia unita e solidale, nacque la moderna Protezione Civile e si incrementarono le ricerche sulla sismicità del Paese. Durante la ricostruzione nelle aree del cratere non sono mancate le ombre ma sono anche tante le meravigliose storie di rinascita. Anche Salerno che pure subì danni notevoli ha saputo rialzarsi dopo la tragedia e da tempo ogni disagio abitativo e strutturale è stato superato grazie all'impegno del Comune e di tutti”.

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