Terremoto, tensione anche per i salernitani: i consigli della Protezione Civile

Sono state ore di apprensione, quelle che hanno seguito il forte terremoto, come raccontano molti salernitani. Intanto, ecco i consigli sui comportamenti da adottare in caso di scosse

Ha fatto riaffiorare vecchi ricordi messi rigorosamente nel cassetto, ma, per fortuna, il forte terremoto di ieri sera che ha fatto tremare anche Salerno, non ha procurato danni nel nostro territorio. Differentemente da Piedimonte Matese, dove, alcune conseguenze si sono inevitabilmente verificate: l'ultimo piano dell'ospedale, infatti, è stato fatto evacuare. Il provvedimento ha comportato lo spostamento dal reparto di pediatria e ostetricia di otto bambini ed in molti hanno dormito fuori casa. Il vicesindaco, Costantino Leuci, ha firmato un'ordinanza di sgombero per un'ala del municipio interessata dal cedimento di un pezzo di cornicione e da alcune lesioni interne, mentre è stata dichiarata anche l'inagibilità della chiesa seicentesca Ave Gratia Plena per i danni riportati dalla navata. Ad ogni modo, oggi lì le scuole e gli uffici pubblici rimarranno chiusi, mentre una frana, provocata dal terremoto di ieri, ha determinato la chiusura dell'acquedotto comunale di San Gregorio Matese (Caserta). Al momento sono circa 1000 gli abitanti senz'acqua e riforniti con una autobotte.

Salerno - Nonostante danni nel salernitano non ve ne siano stati, dunque, forte, la tensione che si è diffusa in città. "Ho sentito gli infissi scricchiolare e visto il lampadario muoversi: mi sono ricordato del tremendo terremoto dell' '80. E' stato bruttissimo", racconta Antonio che vive in città al 5° piano, come pure Massimo che ha sentito il letto tremare. Ma la scossa si è avvertita anche ai piani più bassi, come racconta Francesco: "Ero al computer, quando la sedia su cui ero poggiato si è mossa, come anche il lampadario. Pessima sensazione e pessimi ricordi", confessa il ragazzo che abita al 2° piano al centro di Salerno. Allo stadio Arechi, intanto, la Protezione Civile che si trovava lì per accogliere i turisti in visita per Luci d'Artista, ha placato gli animi di molte persone provenienti da Napoli e Caserta che, appresa la notizia del terremoto, volevano rientrare quanto prima nelle loro città per verificare che i loro cari fossero al sicuro. Pur correndo certamente meno pericoli a Salerno, infatti, i visitatori campani si sono affrettati a fare marcia indietro, preoccupatissimi per le loro famiglie con le quali, per via dei cellulari in tilt, come spesso accade durante i terremoti, non riuscivano a mettersi in contatto. Insomma, seppur di striscio, l'ansia da terremoto si è propagata pure nella nostra città.

Campania - "Sono ben 4608 edifici scolastici e 259 ospedali sono localizzati in aree ad elevato rischio sismico. Tutti i comuni secondo l'ultimo aggiornamento delle mappe sismiche sono stati classificati, a diverso grado, a rischio sismico e circa il 50% ha subito quantomeno un incremento di classe sismica, oppure è stato classificato sismico mentre prima non lo era. E' normale, quindi, chiedersi se le scuole dei nostri figli, gli ospedali, gli edifici pubblici e le nostre case siano sicure''. Lo sostiene Francesco Peduto, presidente dei Geologi della Campania. ''Sono anni - aggiunge - che i geologi cercano di sensibilizzare le istituzioni ai diversi livelli in riferimento al rischio sismico ed il terremoto che ieri ha interessato la fascia di territorio a cavallo delle province di Caserta e Benevento ha evidenziato ancora una volta la necessità di sviluppare una seria e sistematica politica pluriennale di previsione e prevenzione del rischio sismico''. Secondo Peduto ''in Campania ancora oggi non abbiamo un dispositivo legislativo che impone il Fascicolo del Fabbricato: tale strumento ci avrebbe permesso di conoscere lo stato di salute degli edifici, perché rappresenta quello che il libretto pediatrico è per un bambino, il posto dove vengono segnati i controlli e i monitoraggi, le malattie e le cure, le ricadute, ecc''. ''Riconosciamo all'assessore regionale al ramo prof. Cosenza il merito di tutto ciò che sta facendo in materia di difesa del suolo e protezione civile - ha continuato Peduto - a partire dai presidi territoriali, dal finanziamento dei piani di emergenza comunali, dall'aver introdotto, per i fabbricati che usufruiranno del piano casa, un qualcosa di simile al fascicolo del fabbricato, ma purtroppo non basta, perché nel campo del rischio sismico in Campania scontiamo ritardi pluridecennali. Sarebbe necessario una profonda revisione ed aggiornamento della normativa di settore''. E l'assessore regionale alla Protezione civile della Campania, Edoardo Cosenza riferendo gli ultimi dati aggiornati: "Gli edifici che si trovano nell'area dell'epicentro del terremoto ''hanno subito una forza orizzontale variabile tra il 5 e il 7 per cento del loro peso. Significa che con questa forza crolli non se ne aspettano a meno che non si tratti di edifici molto fatiscenti mentre ci aspettiamo danni, non strutturali, ma a piccole parti''.

Intanto, la Protezione Civile ha diffuso utili consigli sui comportamenti da adottare in caso di terremoto. Un vademecum utilissimo che può scongiurare gesti poco raccomandabili e rischiosi, dettati dalla paura del momento. Ecco, di seguito, le indicazioni fornite ai cittadini:

Prima del terremoto:

• Informati sulla classificazione sismica del comune in cui risiedi. Devi sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza

• Informati su dove si trovano e su come si chiudono i rubinetti di gas, acqua e gli interruttori della luce. Tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto

• Evita di tenere gli oggetti pesanti su mensole e scaffali particolarmente alti. Fissa al muro gli arredi più pesanti perché potrebbero caderti addosso

• Tieni in casa una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore ed assicurati che ogni componente della famiglia sappia dove sono riposti

• A scuola o sul luogo di lavoro informati se è stato predisposto un piano di emergenza. Perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dell’emergenza

Durante il terremoto

• Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave. Ti può proteggere da eventuali crolli

• Riparati sotto un tavolo. E’ pericoloso stare vicino ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso

• Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore. Talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire

• Se sei in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge. Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami

• Se sei all’aperto, allontanati da costruzioni e linee elettriche. Potrebbero crollare

• Stai lontano da impianti industriali e linee elettriche. E’ possibile che si verifichino incidenti

• Stai lontano dai bordi dei laghi e dalle spiagge marine. Si possono verificare onde di tsunami

• Evita di andare in giro a curiosare e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale. Bisogna evitare di avvicinarsi ai pericoli

• Evita di usare il telefono e l’automobile. E’ necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi

Dopo il terremoto

• Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te. Così aiuti chi si trova in difficoltà ed agevoli l’opera di soccorso

• Non cercare di muovere persone ferite gravemente. Potresti aggravare le loro condizioni

• Esci con prudenza indossando le scarpe. In strada potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci

• Raggiungi uno spazio aperto, lontano da edifici e da strutture pericolanti. Potrebbero caderti addosso.

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