Traffico di droga: arresti nei Picentini e nella Valle dell'Irno, sequestrati 50mila euro in contanti

In manette 12 persone, 7 ai domiciliari, per altre 2 divieto di dimora. L'operazione dei carabinieri è scattata alle prime luci dell'alba su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. I mercanti della droga utilizzavano un'utenza telefonica dedicata e operavano su tre turni

Una utenza telefonica dedicata, "lavoro" su tre turni, oltre 24mila telefonate in due mesi ricevute da tossicodipendenti che non esitavano a sobbarcarsi lunghi viaggi, anche dall'Alto Cilento e dal Vallo di Diano, pur di rifornirsi di droga. La centrale dello spaccio - basi logistiche non solo nel capoluogo ma anche nei Picentini, a Pontecagnano Faiano, Montercorvino Pugliano e Bellizzi, è stata smantellata stamattina all'alba dai carabinieri del comando provinciale di Salerno che hanno eseguito un provvedimento cautelare, emesso dal Gip del locale Tribunale, su richiesta della  Direzione Distrettuale Antimafia.

Il blitz

Sono indagate 21 persone: 12 sono finite in carcere, 7 ai domiciliari, per le altre 2 è scattato il divieto di dimora nella provincia di Salerno. Sono tutte accusati di associazione finalizzata al traffico illecito di sosta stupefacenti, detenzione e spaccio di cocaina, crack, eroina e hashish. I mercanti della droga utilizzavano un'utenza telefonica dedicata e operavano su tre turni. Sono stati sequestrati in totale due chili di droga e 50mila euro in contanti. Uno degli indagati è stato trovato in possesso di 6mila euro.

Le indagini

La rete di spaccio si serviva di corrieri esterni: arrivavano dal Napoletano, in particolare dalla zona di Marano. I tossicodipendenti, che arrivavano anche dall'Irpinia e dalla Basilicata, conoscevano gli orari di apertura e chiusura del supermarket della droga: dalle ore 7 alle 13, dalle ore 13 alle 19.30 e poi... il turno notturno dalle 19.30 alle 4. La droga venduta consentiva una continua immissione di denaro contante nelle casse dell'organizzazione. "Non a caso, gli stipendi venivano pagati puntualmente agli associati e con cadenza settimanale - ha spiegato il procuratore della Repubblica Vicario, Luca Masini - Tutto è nato da una complessa attività di indagine partita nel 2017, condotta ddal Nucleo Investigativo del Comando provinciale e della Compagnia di Battipaglia. Il gruppo criminale era diviso in sottogruppi di pusher: il primo operava a Salerno e Pontecagnano Faiano e l'altro a Bellizzi e Montecorvino Pugliano".

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