Sanità, negato il trasferimento a una lavoratrice di Oliveto Citra: l'ira della FP Cisl

La donna è madre di due figlie e separata: le è stato negato il trasferimento da Napoli a una sede del Salernitano. Scatta la denuncia della Fp Cisl provinciale

Hanno negato il trasferimento a una lavoratrice di Oliveto Citra, i manager della sanità campana. La donna, madre di due figlie e separata, vorrebbe spostarsi da Napoli a una sede del salernitano. Così, è scattata la denuncia della Fp Cisl provinciale: “Rifiuto irragionevole, sconfitto il buon senso. I manager di Ruggi e Asl stanno provando a superare il problema. Il Governatore De Luca dia risposte su questo”, ha tuonato il segretario generale Pietro Antonacchio. I lavoratori pubblici del comparto sanità sono poco considerati nell’ambito delle politiche aziendali per quanto attiene la precarietà del rapporto di lavoro, secondo Antonacchio: “Certamente non sono una priorità in tutta la Regione Campania. Su due aspetti quali quelli della mobilità intra ed extraregionale che potrebbe dare soluzioni a oltre 300 operatori, unica e forse ultima possibilità i manager delle Asl e delle Aziende ospedaliere preferiscono trincerarsi dietro un irragionevole rifiuto, scevro da valutazioni sulle singole condizioni dei lavoratori, per pararsi da eventuali assunzioni dirette di responsabilità di pilatesca memoria”, ha osservato.

L'ira di Antonacchio

E’ il caso, secondo Antonacchio, del diniego operato a una lavoratrice madre, separata e con due figli di cui è l’unica affidataria che deve sostenere 4 ore di viaggio per andare e tornare dalla sua abitazione, a Oliveto Citra, per raggiungere la sede attuale di lavoro, a Napoli. “E’ una condizione che confligge con il buon senso prima che con le norme contrattuali e legislative a tutela della maternità che, nel terzo millennio, mostra sembra ombra di smentita come chi dirige la sanità pubblica preferisce non decidere a scapito delle vite di quanti con dedizione al lavoro e spirito di sacrificio si dedicano a garantire i livelli di assistenza e la tutela delle persone”, ha spiegato il segretario generale della Cisl Fp Salerno. “Per fortuna sembrerebbe che i manager dell’Asl Salerno e dell’Azienda Ospedaliera Ruggi d’Aragona, Antonio Giordano e Giuseppe Longo, illuminati e sensibili a tale problematica, siano in procinto di sottoscrivere un protocollo di utilizzo della graduatoria dell’azienda salernitana a tutela dei lavoratori interessati, al fine di rendere possibile la soluzione della problematica. Speriamo che il governatore Vincenzo De Luca, sollecitato dalla Cisl Fp regionale, possa dare indicazioni positive sull’utilizzo della graduatoria allo stato valida nell’Asl Salerno, elenco in cui sono presenti operatori provenienti da aziende campane ma soprattutto di enti sanitari al di fuori della Campania, per favorire il ricongiungimento al nucleo familiare dei lavoratori residenti in regione”. Per la Cisl Fp provinciale sarebbe un segnale di attenzione ai veri bisogni della comunità di riferimento e un vero cambio di tendenza rispetto alla presa in carico politica e sociale dei meno abbienti ovvero di coloro che con stipendi di poco superiori ai mille euro sono costretti a sobbarcarsi spese di viaggio se non addirittura spese di soggiorno e vitto in altre regioni.

L'appello

“Sarebbe auspicabile che il governatore De Luca chieda immediatamente il riscontro delle disposizioni emanate dal suo direttore generale, Antonio Postiglione, nel Salernitano ma anche in tutta la regione. Poiché non si è ancora ottemperato alla proroga dei contratti a tempo determinato come disposto, fino al 31 dicembre prossimo Infatti nessun manager, nella maggior parte, ha ancora ottemperato, in altre faccende affaccendato, nel mentre nei lavoratori interessati sempre più si cementa la sensazione di essere tenuti in scarsa considerazione se non addirittura del tutto dimenticati. Anche per questa situazione la nostra segreteria regionale ha inoltrato una richiesta di attenzione sulla applicazione dei provvedimenti emanati, poiché i ritardi e il mancato rispetto delle indicazioni regionali potrebbe essere letto quale debolezza complessiva del sistema che favorisce disaffezione e sconforto tra gli operatori sanitari. E’ la constatazione della confusione in cui versa il comparto della sanità in questo momento. Scarsezza di risorse e di uomini e a quelli che ci sono non vengono riconosciute professionalità e diritti fondamentali. Bisogna declinare dalla confusione alla complessità. Dare risposte semplici nell’ambito delle priorità di cittadini e lavoratori, altrimenti si passa dalla confusione al caos. Se per i manager mobilità e proroghe dei contratti sono priorità dovrebbero imporre ai loro funzionari l’attivazione delle disposizioni anche perché la proroga dei contratti a termine è il primo passo verso la stabilizzazione. Stiamo cercando di farli ragionare consapevoli che un nuovo e moderno governo dei problemi richiede un innegabile salto della dirigenza del settore”.

 
 

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