Usura e estorsioni a Cava de' Tirreni: nei guai Zullo e i suoi complici, l'udienza

Parliamo di un debito di 50mila euro che salì a 93mila in venti mesi, di un altro, di 30mila, per il quale si chiese al debitore di versare mille euro al mese soltanto per coprire gli interessi

Sarà esaminata giovedì prossimo dal giudice dell’udienza preliminare Giovanna Pacifico, la lista di accuse per Dante Zullo e i sei complici, nell'ambito delle indagini sui casi di usura e estorsioni a Cava de' Tirreni. Come riporta La Città, parliamo di un debito di 50mila euro che salì a 93mila in venti mesi, di un altro, di 30mila, per il quale si chiese al debitore di versare mille euro al mese soltanto per coprire gli interessi. Sono due degli episodi ricostruiti nella nuova richiesta di rinvio a giudizio a carico di Zullo (già condannato in primo grado a 12 anni di carcere per vicende analoghe) e di sei complici che avrebbero fatto da tramite tra lui e le vittime dell’usura.

Il presunto metodo di stampo mafioso

A rischiare il processo, oltre a Dante Zullo, ci sono il figlio Vincenzo (anche lui già condannato a 7 anni) e i presunti complici E.N. , A.S. , A.S. , V.D.D. e G.B., quest’ultimo accusato anche di due episodi estorsivi che sarebbero stati consumati in proprio. In tutti i casi, secondo le imputazioni formulate dal pubblico ministero Vincenzo Senatore , le minacce sarebbero state tali da concretizzare un metodo di stampo mafioso.

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