Stop ai lavori di dragaggio nel porto, i sindacati: "E' un grave danno per Salerno"

Le sigle sindacali criticano la mancata assegnazione della gara di dragaggio dei fondali che "inevitabilmente porterà ripercussioni negative sui livelli occupazionali dell’intera filiera portuale salernitana"

Dopo la mancata assegnazione della gara di dragaggio dei fondali del Porto di Salerno, i sindacalisti Vincenzo D’Agostino (Filt Cgil), Ezio Monetta (Fit Cisl) e Antonelle Guerrazzi (Uil Trasporti) lanciano l’allarme in quanto tale situazione “inevitabilmente porterà ripercussioni negative sui livelli occupazionali dell’intera filiera portuale salernitana”.

L'appello

Di qui il richiamo all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale affinchè si trovi in tempi rapidi una soluzione: “Riteniamo che opere come il dragaggio del fondale debbano realizzarsi nell’immediato per limitare il fortissimo danno economico strutturale, derivante dall’impossibilità di attracco per navi commerciali e da crociera di grandi dimensioni”. Per questo i tre sindacalisti paventano una serie di rischi: “La mancata riqualificazione infrastrutturale e la crescita del cosiddetto “gigantismo navale”, trend in atto già sui mercati mondiali da diversi anni, ha reso il porto di Salerno non utilizzabile, attestando una perdita dei traffici containers intorno al 20% e di merci alla rinfusa intorno al 10%. In più l’opera di pescaggio permetterebbe alle navi da crociera, che adesso attraccano nel Porto Commerciale, di spostarsi alla Stazione Marittima, favorendo da un lato detta struttura, peraltro ancora inutilizzata, e permettendo, dall’altro, l’ingresso di navi merci al molo 8. È trascorso ormai un anno dal rilascio del nulla osta da parte del Ministero dell’Ambiente, eppure per ora nulla è cambiato. Anzi, questa situazione di immobilità si è tradotta, purtroppo, in una flessione in negativo delle attività portuali”.

Le critiche al Governo

Infine i sindacalisti annunciano battaglia: “Dopo oltre 5 anni di attese vane e promesse non mantenute è ora di dire basta! Non è possibile continuare ad indugiare. Qui c’è in ballo non solo il futuro dello scalo, ma il futuro di un intero territorio. Noi, quali organizzazioni sindacali. maggiormente rappresentative, continuiamo ad affermare con forza la necessità che lo sviluppo del Paese sia supportata da politiche espansive, e – se questo Governo fa fatica a favorire la realizzazione di un sistema logistico-portuale in grado di garantire sviluppo, occupazione e lavoro sicuro nel nostro territorio – bisogna in tutti i modi introdurre misure che determinino creazione del lavoro e non certo favorire la disoccuazione, endemico problema che affligge il nostro territorio, il Mezzogiorno, l’Italia. Chiediamo tempi ragionevoli per la risoluzione del problema, poiché la competizione con altre realtà d’Europa e del Mondo possiamo vincerla solo se siamo capaci di dare risposte in tempi rapidi”.

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