Archivio di Stato e Caserma di Largo Pioppi: il Mibac impugna la vendita

Memoria in Movimento: "Rilanciamo la pratica di una messa in comune con i cittadini, con le associazioni, e con quanti non sopportano ulteriormente di vedere il patrimonio pubblico messo in vendita per farlo diventare privato e oggetto di speculazioni"

"Apprendiamo dalla stampa che il Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo ha impugnato presso il TAR la delibera della provincia di Salerno che mette in vendita beni preziosi e storici come la sede dell’Archivio di Stato e la caserma dei Carabinieri di Largo Pioppi. Ci limitiamo ad osservare che l’esecutivo nazionale con una riforma demagogica abolisce solo sulla carta e solo per fare propaganda populistica le provincie, ed in realtà le provincie non sono mai state abolite perché è stato eliminata solo la pratica democratica e di partecipazione popolare, togliendo il voto ai cittadini e i finanziamenti statali all’ente provincia". E' quanto si legge sulla nota di Memoria in Movimento Onlus, associazione di volontariato che ha sottolineato come "la provincia, pur di fare cassa per continuare a svolgere funzioni, servizi e compiti che istituzionalmente conserva, è costretta a svendere, anche in ossequio a normative vigenti, tutto quello che possiede, con la beffa che il potere centrale, quello stesso che ha creato nei fatti l’obbligo delle svendite dei beni, tramite il ministero propone ricorso al TAR".

"Noi che siamo profondamente contrari all’alienazione dei beni comuni in generale, lo siamo ancora di più quando questi beni accolgono funzioni importantissime come quelle dell’Archivio di Stato (un bene da valorizzare e diffondere), una caserma dei CC o l’Avvocatura di Stato. Nel caso della sede dell’Archivio di Stato, - continuano dal Movimento - si aggiunge la beffa della alienazione di un bene prezioso per i tesori che contiene, per la storia dell’edificio, per il suo valore architettonico e per i milioni di euro spesi pochi anni or sono per la sua ristrutturazione e messa in sicurezza". L'associazione, dunque, rilancia il suo appello del 19 dicembre scorso: "Rilanciamo la pratica di una messa in comune con i cittadini, con le associazioni, e con quanti non sopportano ulteriormente di vedere il patrimonio pubblico messo in vendita per farlo diventare privato e oggetto di speculazioni economiche", concludono dal Movimento.
 

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