Gaiano si prepara alla sagra della nocciola e del cinghiale

Dopo aver fatto imbiondire il trito di cipolle con spezie ed aromi, e facendo sì che non vada a coprire il sapore della selvaggina, la carne di cinghiale viene cotta nel vino bianco e servita all'interno di un panino. Lo spezzatino è, inoltre, servito anche fritto con le pupacchiole

Dal 29 agosto al 1 settembre, Gaiano di Fisciano ospita la sagra della nocciola e del cinghiale. I piatti tipici della tradizione culinaria gaianese spesso hanno come leitmotiv la carne di cinghiale. Spicca lo spezzatino “Trescito”, ricetta secolare tramandata di generazione in generazione.

La preparazione

Il piatto è fatto con carne di cinghiale marinata per almeno dodici ore nel vino. La carne viene rosolata in olio extra vergine di oliva con l’aggiunta di un trito composto da sedano, carota e cipolla. Dopo la rosolatura vengono aggiunti vino, pomodoro e aromi. Il cinghiale cuoce per circa due ore e viene servito in un tegame di terracotta, su una fetta di pane grosso (o’ Paniell). Un'altra varietà di spezzatino è quello “in umido”. Dopo aver fatto imbiondire il trito di cipolle con spezie ed aromi, e facendo sì che non vada a coprire il sapore della selvaggina, la carne di cinghiale viene cotta nel vino bianco e servita all'interno di un panino. Lo spezzatino è, inoltre, servito anche fritto con le pupacchiole: tagliata la carne a bocconcini, si fa saltare in padella con abbondante olio, a fuoco vivace, fino a quando non è ben rosolata. In un secondo momento si aggiungono le “popaccelle”, precedentemente tagliate a listarelle e messe a macerare nell’aceto, ben salate e cotte con le stesse modalità dello spezzatino. Tale bontà viene servita in un panino.

Altre prelibatezza

Tutte da gustare le costine di cinghiale. Rosolate in olio extravergine d'oliva, tirate con vino rosso. Appena risultano dorate, vengono aggiunti peperoncino e pomodoro ed infine servite in un tegame di terracotta accompagnate da pane fresco e vino rosso. Infine, il classico panino salsiccia ed insalata: la cottura a carbone, tecnica antichissima, trasmette alla salsiccia (naturalmente di cinghiale) aromi difficilmente eguagliabili: i grassi che colano sulle braci producono fumi leggeri che, risalendo verso la vivanda, conferiscono un sapore caratteristico. Per non alterare il gusto della carne di cinghiale, il panino è accompagnato da insalata verde condita semplicemente con olio extravergine d'oliva. I fusulli al tegamino, conditi con ragù di cinghiale, sono l’unico primo presente in questa splendida cena di fine estate. La carne di cinghiale è soffritta con olio e lardo, tirata al vino rosso con l’aggiunta di pomodoro e fatta cuocere per circa cinque ore.

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