Sant'Antonio Abate: si accendono i “fucanoli” a Campagna

Campagna, con l’accensione dei “falò”, vuole anche ricordare la tragica morte del monaco e filosofo nolano. Parliamo dell’eretico Giordano Bruno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Il 17 gennaio a Campagna, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, con l’accensione dei “fuochi” nelle piazze principali del paese si riscoprono le tradizioni popolari con tutto il loro calore. “Calore” che appartiene ad un antico rituale pagano-religioso legato ai “fucanoli”: i “falò” che nelle campagne meridionali illuminano la notte del Santo.

I due segni

Il fuoco per esorcizzare e l’acqua per purificare. Due segni, due elementi ricorrenti nell’antica e gloriosa storia della città. Tra la cronaca e le testimonianze ricordiamo che nel passato, anche non molto remoto, venivano praticati riti propiziatori paganeggianti, frammisti a riti religiosi atti ad esorcizzare l’assalto del maligno. Campagna, con l’accensione dei “falò”, vuole anche ricordare la tragica morte del monaco e filosofo nolano. Parliamo dell’eretico Giordano Bruno, arso vivo sul rogo, che perfezionò le sue teorie a Campagna, dove nel 1573, nel Convento dei Padri Domenicani, annesso alla Chiesa di S. Bartolomeo, fu ordinato sacerdote e cantò la sua prima messa.

Il programma

Alle ore 18 si accenderanno i fuochi in onore di Sant’Antonio Abate illuminando le strade e gli angoli più caratteristici del centro storico di Campagna per dare spazio ad un originale e succulento itinerario gastronomico arricchito da un percorso folkloristico. Una sorta di interiorizzazione di quel fuoco del rogo e dei falò da cui siamo all’inizio partiti. Certo è che tra credenze popolari, mistificazioni e magie, Campagna intende custodire e tramandare alle future generazioni genuine tradizioni, cui è particolarmente legata per la salvaguardia della memoria storica del suo vasto patrimonio culturale.

Gli altri appuntamenti

I "fucanoli" rappresentano il primo di una serie di appuntamenti che prenderanno forma nel 2020. La memoria, l’acqua ed il fuoco sono gli elementi su cui poggia il festival che quest’anno nella città di Campagna mette insieme la musica, le tradizioni di un popolo, il teatro, il canto corale e la cinematografia. Linguaggi diversi ed al tempo stesso complementari. La direzione artistica è di Antonello Mercurio. Tutti gli spettacoli, i concerti e gli incontri sono ad ingresso libero. Il 21 marzo, alle ore 18, Corponovecento e Compagnia Live, negli spazi del Convento dei Cappuccini, presentano “La Pietra Oscura” di Alberto Conejero con Alessandro Tedesco e Luca Trezza, scene e regia di Pasquale De Cristofaro. I costumi sono di Max Max. Si tratta di un dramma avvincente sul valore della memoria come concime per un futuro meno violento e più democratico. Cambio di registro per il 28 marzo, quando negli spazi del Convento dei Cappuccini si ritroveranno Uberto, Vespina e Vespone per la “La serva padrona”, la coraggiosa riscrittura musicale per due pianoforti di Antonello Mercurio su libretto di Gennaro Antonio Federico, tradotto in napoletano da Antonio d’Alessandro. La novità di questa messa in scena è la scelta del regista Pasquale De Cristofaro di trasportare la vicenda nei secondi anni trenta del Novecento. Questa versione de “La serva padrona” è una produzione del festival che così aggiunge un altro tassello al suo percorso. Dal 9 al 23 maggio 2020 protagonista della scena sarà l’ormai consolidata Rassegna di Teatro Educativo “Il Gerione”, curata dall’Associazione Teatro dei Dioscuri e che quest’anno taglia il traguardo della sedicesima edizione. Direttore artistico, Antonio Caponigro. Sarà la storia al centro della due giorni (24 e 30 maggio) in programma presso il Museo Itinerario della Memoria e della Pace Giovanni Palatucci con “Il valore della memoria, il senso del ricordo” a cura di Vincenzo Esposito. Il 24 maggio per la traccia “Memoria e ricordi del bene e del male” sarà proiettato il film “Una storia diversa. Ebrei a Campagna. 1940-1943” di Maria Giustina Laurenzi. A seguire conversazione con l’autrice, Luigi Maria Lombardi Satriani («Il silenzio, la memoria, lo sguardo»), Diego De Silva («Memorie letterarie/Letteratura come memoria») e Ugo Vuoso («Fiabe, memorie, racconti di guerra»). Il 30 maggio, alle ore 18, con “Disastri, memorie, comunità affettive del ricordo” ci sarà la proiezione del film “3 marzo ’44. Storia orale e corale di una comunità affettiva del ricordo” di Vincenzo Esposito. A seguire conversazione con l’autore, Eugenio Imbriani («Ricordare e Dimenticare. L’oblio come pratica culturale»), Michele Schiavino («Ad memoriam. Ricordare Pier Paolo Pasolini - Ricordare gli ultimi») e Giovanni Vacca («La musica, il corpo, il ricordo, la voce»). Il mese di giugno (nei giorni 6 e 7) sarà aperto dalla rassegna di cori e coralità a cura dell’Associazione La Ginestra: giunta alla sesta edizione “Campagna in coro” è un evento dedicato alla celebrazione della coralità che si articola nello spazio di due giorni e diventa l‘anteprima del premio “Scapolare d’Oro”, la sezione concorso di Amarcor. Il direttore artistico di Amarcor è Katja Moscato. Il 13 giugno spazio all’arte tersicorea con un’altra produzione del festival. “Ricor-danze” è il progetto a cura di Adriana Borriello (studio su vocabolario e sviluppi compositivi) e Hilde Grella (coordinamento coreografico): l’evento nasce dall’idea di abitare l’ex convento dei Cappuccini di Campagna con un evento performativo site specific itinerante; sono dieci le scuole di danza coinvolte, ognuna con un suo gruppo di danzatori, per un totale di 80 performer, impegnati in una ricostruzione coreografica di Rosas della coreografa belga  Anne Teresa De Keersmaeker. Sarà il 20 giugno la data che segnerà il termine di questo poliedrico percorso artistico. Per il solstizio d’estate è stato scelto un concerto jazz in piazza Giovanni Palatucci. A salire sul palco sarà Daniele Scannapieco Lifetime 4et. Con il sax tenore di Campagna ci sarà anche il fratello, Tommaso Scannapieco (contrabbasso), Michele Di Martino (pianoforte) e Luigi Del Prete (batteria). L’epilogo del giorno che apre ad una nuova stagione avrà inizio alle ore 23.59 per accompagnare le persone ad una nuova Chiena, alla festa dell’acqua  per eccellenza con tanto di passeggiate e secchiate, come tradizione suggerisce. 
 

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