Rifiuti e sporcizia, De Luca contro Salerno Pulita: "Ora basta, sto perdendo la pazienza"

Il governatore della Campania tira le orecchie alla società municipalizzata addetta alla raccolta: "L’8% compie il proprio dovere ma c’è un 20% che non fa il proprio lavoro con fenomeni di assenteismo ripetuti"

Vincenzo De Luca tira le orecchie all’amministrazione comunale progressista, guidata dal sindaco Enzo Napoli. E, in particolare, alla società municipalizzata di Salerno Pulita, addetta alla raccolta dei rifiuti e alla pulizia delle strade.

Le stoccate

Nel consueto appuntamento settimanale su Liratv, il governatore della Campania paventa anche una possibile privatizzazione della società stessa. “La sporcizia che offende alcune zone della città non è più tollerabile. O si lavora o si sbaracca” tuona De Luca che ammette: “Ci sono problemi organizzativi per Salerno Pulita, ci sono problemi di comportamenti scorretti. L’8% compie il proprio dovere ma c’è un 20% che non fa il proprio lavoro con fenomeni di assenteismo ripetuti, gente che non ha voglia di lavorare e cose finanche peggiori da codice penale nel rapporto con i commercianti e con gli utenti”. Poi rincara la dose: “La città deve tornare ad essere una bomboniera con 450/500 dipendenti non possiamo avere solo 70 persone che fanno lo spazzamento. Non esiste per quello che si spende. Chi fa il dipendente pubblico deve lavorare il doppio rispetto agli altri”.

L’ex sindaco del capoluogo si spinge oltre ricordando la vendita della Centrale del Latte: “Ricordo una vicenda che ancora mi brucia sulla pelle. Il Comune era proprietario della Centrale del Latte ma la gestione di quell’azienda pubblica era una disperazione per i livelli di sciatteria e disamministrazione. Decidemmo di privatizzarla ed oggi quella stessa azienda produce un utile annuo di oltre 2 milioni di euro grazie alla gestione di un privato che non ha tolto niente. Chi ha il privilegio di lavorare in una società pubblica deve lavorare il doppio e se esistono problemi che riguardano le direzioni o la capacità organizzativa si metta mano senza guardare in faccia a nessuno. Ma la città deve tornare ad essere una bomboniera altrimenti, a cominciare da me, iniziamo a perdere la pazienza”.

L'avvertimento

Infine un forte richiamo agli spazzini: “Via Manganario, Via Calenda, Via Lanzalone non vedono uno spazzino da mesi. Serve mettere un punto rigoroso: o tutti entrano a regime per le immani risorse che si spendono, che spendono i cittadini, oppure si sbaracca tutto”.

La replica del centrodestra

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