Difensore Civico al Comune, la maggioranza si spacca: discussione rinviata

La maggioranza prevista doveva essere di almeno 22 voti favorevoli. Ma, alla fine, sono stati 20 i consiglieri favorevoli, 10 i contrari e 3 gli assenti

La seduta odierna

Il consiglio comunale di Salerno ha respinto l’abrogazione delle norme dello Statuto Comunale che prevedono l’istituzione del Difensore Civico. La maggioranza prevista doveva essere di almeno 22 voti favorevoli. Ma, alla fine, sono stati 20 i consiglieri favorevoli, 10 i contrari e 3 gli assenti.

Il caso politico

La maggioranza di centrosinistra, che sostiene la Giunta guidata dal sindaco Enzo Napoli, non si è ritrovata compatta visto che quattro consiglieri (Gallo, D’Alessio, Naddeo e Stasi) hanno votato contro l’abrogazione del Difensore Civico insieme all’opposizione. Ma poi hanno votato a favore del nuovo regolamento. Tre gli assenti: Petrone, Stabile e Ventura. Ora, poiché non si è raggiunta quota 20 voti favorevoli, il punto sarà rivotato dall’assise municipale come prevede la disposizione legislativa.

Le reazioni

Il consigliere Gallo, al termine della seduta, ha spiegato: “Abbiamo votato contro non ritenendo opportuno - al di là della mancata previsione attuale nel Tuel della sua figura - che tale istituto, che è un sussidio concreto alla trasparenza e alla partecipazione dei cittadini alla vita politica, venga eliminato. Il Difensore Civico (peraltro eletto di fatto dalle maggioranze) non è un appendice di questa o quella amministrazione ma una figura di garanzia di una comunità. Salerno, come più volte si è detto da più parti, deve essere indicata a modello di partecipazione e trasparenza in Italia e capofila tra le città del Sud. Sono per la democrazia, per la partecipazione e per la trasparenza. Le argomentazioni dei colleghi di maggioranza che hanno votato per l’abrogazione del DC non mi hanno convinto. Anzi, m’hanno ancor più persuaso che sono nel giusto”. Critico il capogruppo di Forza Italia Roberto Celano: “Hanno approvato un regolamento che però non è conforme allo statuto. Ma il dato evidente è che la maggioranza progressista si è spaccata”.

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