Elezioni europee 2014/ intervista ad Isabella Adinolfi, candidata con il Movimento 5 stelle

Si avvicina l’Election day e continuano le nostre interviste ai candidati salernitani al Parlamento europeo. Oggi abbiamo intervistato Isabella Adinolfi, candidata con il Movimento 5 stelle nella circoscrizione meridionale

Si avvicina l’Election day e continuano le nostre interviste ai candidati salernitani al Parlamento europeo. Oggi abbiamo intervistato Isabella Adinolfi, candidata con il Movimento 5 stelle nella circoscrizione meridionale. Dopo essersi laureata in conservazione dei beni culturali, la Adinolfi ha girato per l’Europa conoscendo diverse realtà lavorative. Attualmente vive a Bruxelles dove ha imparato a conoscere le istituzioni europee.

Cosa ti ha spinto ad accettare la candidatura con il Movimento 5 stelle?

Sono attivista da alcuni anni nel meetup di salerno, naturalmente avendo vissuto all'estero in alcuni periodi della mia vita non sono potuta essere molto presente. Adesso vivo a Bruxelles e faccio parte del meetup della città belga dove il gruppo di campani è ben nutrito. La candidatura è nata spontanea, vivendo qui vivo le istituzioni europee da vicino, le respiro e ne vedo anche tutte le imperfezioni.

Come stai vivendo questa campagna elettorale?

La campagna elettorale è estremamente faticosa, noi non abbiamo a disposizione grandi mezzi di comunicazione come la cartellonistica e le televisioni. La nostra campagna è tutta autofinanziata. Noi giriamo per le piazze, parliamo con le persone per capire i loro problemi, le loro esigenze. Io sono una persona normale, con la testa sulle spalle, e so di non avere tutte le risposte del mondo. Ma so anche di avere alle mie spalle quella che si chiama intelligenza collettiva, questa è la nostra forza. Noi i problemi li affrontiamo così: chiediamo l'esperienza dei diretti interessati per capire dove agire con maggiore incisività.

Vivi all’estero da un po’ di tempo, come è vista l’Italia fuori dai nostri confini?

Ci sono tantissimi italiani che vivono all'estero da poco o tanto tempo e che con la propria fatica si sono guadagnati un posto nella società e sono apprezzati. Il problema è quando si parla di Italia come sistema paese. Lì i luoghi comuni e le barzellette si sprecano. Io sono laureata in conservazione dei beni culturali e gli stranieri rimangono allibiti quando dico che qui nel campo culturale non si trova lavoro. Dall'estero si vedono ancora di più le contraddizioni del nostro paese.

Quali sono, per te, le priorità da affrontare in Europa per il nostro paese?

Lavoro, lavoro, lavoro. Durante la campagna elettorale incontriamo tante persone in difficoltà. Nessuno ci chiede favori, ma tutti ci chiedono di aiutare questo paese, di cambiare questo sistema folle che ti abbandona al tuo destino se perdi il lavoro. Naturalmente ci sono tante possibilità da sfruttare e tanti campi da rilanciare: agricoltura, beni culturali, turismo, piccole imprese, artigianato, pesca e tanto altro.

Come si può risolvere la questione giovanile in Italia? Anche all'estero la situazione è così dura?

Bisogna investire, come farebbe un qualsiasi padre di famiglia con proprio figlio. In Belgio, per esempio, esiste il reddito di cittadinanza e un sistema di uffici di collocamento pubblici molto efficiente.

Cosa vuole dire, in conclusione, agli elettori?

Viviamo un momento nero: ho visto madri di famiglia con figli a carico chiedere un lavoro per pagare il fitto anche solo di un box auto per avere un tetto sotto il quale dormire, ho visto una ragazza incinta piangere per strada perché non sapeva dove andare a dormire. Queste situazioni sono sempre più frequenti. Nessuno li aiuta se non la buona volontà dei singoli. Lo stato non esiste più. Lo stato non esiste più qui così come non esiste più in Europa. I trattati che sono stati firmati in Europa ci hanno ridotto così, trattati firmati per la vanità di pochi. Bisogna ripartire da zero. Dobbiamo ritornare ad essere una comunità, riprenderci quello che è nostro e non sacrificare più vite umane in nome di fantomatici parametri economici. L'occasione per tutto questo si chiama 25 maggio

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