Elezioni europee 2014/ Intervista a Michele Cammarano, candidato con il Movimento 5 stelle

Abbiamo intervistato Michele Cammarano, uno dei due candidati della nostra provincia per il M5s. Cammarano, lavora da anni su progettazioni europee per la valorizzazione dell'agricoltura biologica e delle produzioni locali

Michele Cammarano

Continuano le nostre interviste ai candidati salernitani al Parlamento Europeo. Oggi abbiamo intervistato Michele Cammarano, uno dei due candidati della nostra provincia per il Movimento 5 stelle. Cammarano 39enne di Roccadaspide, laureato in Scienze della comunicazione, lavora da anni su progettazioni europee per la valorizzazione dell'agricoltura biologica e delle produzioni locali.

Perchè si è voluto candidare al Parlamento Europeo?

A me, come ad altri candidati a queste elezioni, qualche tempo fa è arrivata una mail dal Movimento che chiedeva la nostra disponibilità a candidarsi a queste elezioni. Eravamo tra i più attivi e, quindi, molti di noi hanno risposto sì. Dopo c'è stata la selezione, eravamo più di 1900 potenziali candidati ed gli iscritti al portale del Movimento 5 stelle hanno scelto quelli che, secondo loro, erano i più adatti a ricoprire il ruolo di parlamentare europeo. Dal canto mio ho accettato questa candidatura perchè conosco bene il modo di pensare e di agire di Bruxelles e so anche che i nostri rappresentanti sono molto assenti. In tal modo, anche l'agricoltura italiana è poco rispettata in sede Ue. Noi avevamo un'agricoltura di eccellenza, adesso soddisfiamo solo il 70% del nostro fabbisogno, non siamo neanche più autosufficienti. Pensando, poi, che anche quelli che erano considerati prodotti di coltivazioni tipiche italiane, come le olive o il grano, adesso sono in gran parte importati dall'estero, capiamo facilmente quanto è stata poco considerata l'agricoltura italiana. Di pari importanza dell'agricoltura c'è il turismo. Eravamo leader nel campo turistico, oggi siamo al sesto posto in Europa. Anche in questo caso ci sta una mancanza di programmazione turistica. I pochi fondi europei che non sono andati persi sono stati utilizzati per cementificazioni e non per creare uno sviluppo turistico di lungo periodo. All'estero è diverso, a Marsiglia, per esempio, sono stati creati, grazie a progettazioni europee, dei percorsi turistici che fanno visitare la città in tutta la sua bellezza.

Parliamo dell'agricoltura: si puo invertire questa situazione o è troppo tardi?

I problemi sono vari. Il grano proveniente dal Canada, per esempio, non costa di meno del grano nostrano, ma è ricco di glutine, in tal modo mantiene meglio la cottura a discapito della qualità. I ristoratori, spesso, acquistano questi tipi di pasta per preparare i piatti anche ore prima e poi riscaldarli per i clienti. Si può fare molto, ma c'è bisogno di regolamenti chiari che aiutino i coltivatori europei. Io credo, per esempio, che se su una bottiglia d'olio ci sia scritto "olive provenienti dalla Turchia o dalla Spagna" mentre su di un'altra "olive provenienti dall'Italia" molti consumatori sceglieranno anche di pagare qualche euro in più per acquistare olio italiano, ma finchè i regolamenti non saranno chiari ogni produttore fa come vuole. Il sesto punto del nostro programma, per esempio, mira a detassare i prodotti a Km 0 creando, quindi, un'economia considerevole per i piccoli coltivatori ed incentivando i consumatori ad acquistare i prodotti in maniera consapevole.

Quali sono, quindi, le priorità per l'Italia che potranno essere affrontate in sede europea?

Per me, come detto, le priorità sono due: l'agricoltura ed il turismo. La nostra provincia, per il turismo, ne è un esempio negativo. I turisti, al giorno d'oggi, vogliono girare per i territori, ma ci vuole un sistema di trasporti efficiente e chiaro. In Olanda i treni di collegamento tra le città passano ogni 10 minuti, da noi, se si volesse girare in Costiera Amalfitana, bisognerebbe affrontare una traversata ricca di ritardi e di bus affollati. Anche l'Aeroporto è stato gestito malissimo, in altre nazioni, aeroporti gestiti da compagnie low-cost sono diventati un volano di sviluppo per tutto il  territorio circostante.

Come sta affrontando questa campagna elettorale?

Tutti noi candidati con il Movimento 5 stelle stiamo girando per i territori con il Tour Campania. Incontriamo cittadini ricchi di speranza nei nostri confronti, mi sembra di far parte della squadra di salvataggio della Terra in Armageddon. Ma scherzi a parte, questo ci carica di responsabilità e di consapevolezza. Poi giriamo anche da soli nei territori che conosciamo meglio.

Cosa si può fare per i giovani in sede europea?

Secondo me il futuro è nei piccoli paesi. Bisogna fare in modo che i giovani non abbandonino i luoghi di nascita creando opportunità nei territori. Molti ragazzi si stanno impegnando creando cooperative agricole, questo è un buon segnale, ma dobbiamo fare in modo che i loro sforzi non siano vani. Anche lo sviluppo turistico può essere un volano per l'occupazione giovanile, ma purtroppo, spesso si pensa a coltivare clientele che non porteranno mai ad uno sviluppo duraturo nel tempo.

Una delle maggiori critiche che si fa al Movimento 5 stelle è quella di essere troppo ancorato alle proprie posizioni senza, quindi, la volontà di creare un punto d'incontro con le altre forze politiche. Questo si tradurrebbe in tante buone intenzioni e poche azioni portate a casa. Come risponde a questa critica?

E' una critica comune, ma posso assicurare che non è vera. Invito i cittadini ad informarsi. Tra le altre cose, abbiamo fatto approvare, anche con i voti del Pd, quella che, secondo me è la legge più importante di questa legislatura, ossia il blocco delle cartelle esattoriali per le aziende che ancora devono ricevere fondi dalla Pubblica Amministrazione. Succedeva che, per esempio, aziende edili ristrutturavano una scuola anticipando fondi e materiali, poi non venivano pagati dallo stato ed in più dovevano pagare le tasse sul lavoro effettuato. Era una cosa folle, tanto più che anche il Sole 24 ore si è chiesto come mai, per fare una legge del genere, bisognasse aspettare il Movimento 5 stelle e non altri partiti che siedono da anni in Parlamento.

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