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Ospedali a rischio chiusura a Salerno e provincia, interviene Anna Petrone

Il consigliere regionale del partito democratico chiede alle istituzioni, "pur nell'ottica di fare economia, di difendere la salute dei cittadini". A rischio cinque strutture, tra ospedali e presidi ospedalieri

Redazione 5 luglio 2012

"E' giusto fare economia, ma non bisogna mettere a rischio la salute dei cittadini" così Anna Petrone, vice presidente della commissione Sanità in Consiglio Regionale e consigliere regionale del partito democratico, in seguito alla pubblicazione dell'elenco degli ospedali che potrebbero essere soppressi.

Sono cinque, tra presidi ospedalieri ed ospedali, tra Salerno e provincia, le strutture a rischio chiusura: il Giovanni da Procida di Salerno, l'Andrea Tortora di Pagani, il Martiri del Villa Malta di Sarno e gli ospedali civili di Roccadaspide e Agropoli. "In questo modo - ha detto Anna Petrone - parliamo di tagli dei diritti per la salute dei cittadini". Nei mesi scorsi in tanti si erano mobilitati per risollevare le sorti dei nosocomi a rischio chiusura. Si tratta di presidi ospedalieri e ospedali al di sotto dei 120 posti letto.

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Per il Giovanni da Procida che sino ad oggi ospita un hospice, un reparto di medicina generale e un altro per la riabilitazione, si era parlato negli ultimi mesi di realizzare un grande polo riabilitativo. Per quanto concerne la struttura di Pagani Andrea Tortora, che non vive giorni tranquilli, in un discorso di riqualificazione si era ipotizzata la realizzazione di un polo oncologico, mentre per il Martiri del Villa Malta di Sarno, una struttura realizzata all'indomani dell'alluvione che colpì il territorio sarnese ed inaugurato dall'allora ministro della Salute Francesco Storace, tutto lasciava presagire che diventasse un polo ortopedico, dopo il trasferimento del reparto dal nosocomio di Mercato San Severino. Anna Petrone non ha nascosto tutta la sua amarezza.

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