Rutino, il sindaco mandato a casa: "Ero condannato, ma non lo sapevo"

Il primo cittadino Gerardo Immerso, eletto lo scorso 5 giugno, è stato costretto al passo indietro dopo i controlli effettuati dalla Prefettura: su di lui pesa un verdetto definitivo per ricettazione

L'insediamento (Foto da Facebook)

 Alle recenti elezioni comunali non si sarebbe potuto candidare a sindaco del suo piccolo comune, Rutino. Ma, invece, lo ha fatto e le ha anche vinte. Soltanto che la Prefettura di Salerno ha chiesto a Gerardo Immerso di dimettersi in virtù di una condanna definitiva per ricettazione. Questo, infatti, prevede la famosa Legge Severino, contestata da tutti i partiti ma mai modificata. Una condanna che, però, il primo cittadino pensava che non fosse stata ancora emessa.

Dieci giorni fa è arrivata la comunicazione ufficiale da parte degli uffici di Palazzo di Governo che comporta la sospensione dall’incarico del sindaco di Rutino. Soltanto che due giorni il consiglio comunale, dopo averla avallata, è tornato sui suoi passi revocando la convalida dell’elezione del 5 giugno scorso. Al momento il Comune continuerà ad essere guidato dal vicesindaco Michele Ferraro che potrebbe reggerlo fino alle elezioni della prossima primavera. Ma non è escluso che possa giungere, nelle prossime ore, anche un commissario prefettizio.

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Dal canto suo Immerso ringrazia i suoi concittadini attraverso un post sulla sua pagina Facebook: “Mi corre l'obbligo di ringraziare tutte quelle persone che in questi giorni, attraverso vari mezzi di comunicazione mi hanno fatto sentire il loro sostegno, esortandomi a non mollare. Credo che una vicenda così anomala e per certi versi assurda, non può fare altro che accrescere nello stesso tempo il senso di ingiustizia e la volontà di perseguire fino in fondo il risultato”.

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