Decreto Salvini, le associazioni scrivono a Napoli: "Confermi l'iscrizione anagrafica ai migranti regolari"

Numerosi esponenti della società civile chiedono formalmente al sindaco di schierarsi contro la legge del ministro dell'Interno

Il sindaco Enzo Napoli

Continua la battaglia contro il “Decreto Sicurezza” di Matteo Salvini. Questa mattina, infatti, numerose associazioni salernitane (tra cui Memoria in Movimento ed Arci) hanno protocollato, presso gli uffici di Palazzo di Città, una lettera-appello al sindaco di Salerno Vincenzo Napoli per chiedergli di schierarsi contro la nuova legge voluta con forza del ministro dell’Interno. E, quindi, di consentire l’iscrizione anagrafica e la concessione della carta di identità ai migranti regolari presenti nel territorio comunale.

La missiva

Nel documento, prima di tutto, le organizzazioni della società civile esprimono “pieno, incondizionato sostegno ai sindaci Orlando e De Magistris e a tutti i sindaci che hanno dichiarato in questi giorni la propria indisponibilità ad osservare le norme contenute nel cosiddetto decreto sicurezza, che calpestano i diritti civili e la Costituzione Italiana”. Per questo chiedono al sindaco Napoli di schierarsi “apertamente contro una legge che viola i valori fondamentali del nostro ordinamento,  rifiutandoti di osservare le norme in essa contenute che riguardano aspetti di specifica competenza del Comune”. E, dunque, di “continuare a consentire ai richiedenti asilo politico e ai migranti  titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari l’iscrizione anagrafica nelle liste del Comune di Salerno ed il rilascio della carta di identità. Crediamo che sia urgente una presa di posizione forte contro chi continua a mostrare i muscoli e  sacrifica in nome del consenso dei bambini ammalati, lasciandoli in mezzo al mare”.

Per le associazioni salernitane “la residenza anagrafica e la carta di identità non sono state mai concesse, nel nostro Paese, ai clandestini.  Da sempre - spiegano - il migrante che richiede l’iscrizione all’anagrafe deve essere titolare di un permesso di soggiorno e con la carta di identità potrà svolgere un tirocinio in azienda e imparare un mestiere, lavorare con un contratto regolare. Le norme vigenti consentono ad un migrante che chiede asilo in Italia di essere assunto con un regolare contratto di lavoro, ma questa legge stabilisce ora che lo stesso migrante non può avere la carta di identità. Negare ai migranti legittimamente presenti sul nostro territorio l’accesso alla residenza e l’acquisizione del documento di identità non c’entra nulla con la sicurezza, semmai significa alimentare la clandestinità, lo sfruttamento, il lavoro nero e quindi creare il caos a scapito dell’inclusione sociale, minando tutte quelle pratiche e quei percorsi di integrazione alla base di una sana gestione del fenomeno migratorio”. Di qui la conclusione: “Pensiamo che la convivenza civile, l’inclusione sociale, i diritti umani, la nostra Costituzione, valgano di più di una becera attività propagandistica che punta a guadagnare voti riempiendo la testa della gente di menzogne, investendo politicamente sulla pelle di chi cerca, semplicemente, di sopravvivere. 

I firmatari

Hanno sottoscritto l'appello: Luigi Giannattasio (ANPI Salerno); Ubaldo Baldi (ANPPIA Salerno) Francesco Napoli (Arcigay Salerno); Francesco Arcidiacono (ARCI Salerno); Ilaria Sorrentino (Associazione Frida-contro la violenza di genere); Santa Rossi (Associazione Indiani d’Occidente); Vittorio Salemme (Associazione Memoria in movimento); Irene Aprile (A Voce Altra Cooperativa sociale); Anselmo Botte (CGIL Dipartimento Immigrazione Salerno); Valentina Del Pizzo (Circolo ARCI Aut Aut);  Angelo Cariello (Circolo ARCI Bandiera Bianca); Donatella Savino (Circolo ARCI Ferro 3.0); Ferdinando Argentino (Comitato Europa senza muri Salerno) Gianpiero Catone (Libera presidio di Salerno / Fraternità Nazareth).

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