Tangentopoli Salernitana, la Fondazione Craxi e Forza Italia: tre proposte a Napoli

Amatruda: "La tangenziale non è ma esistita, fu una falsa rivoluzione giudiziaria che consentì a falsi moralisti di diventare finti moralizzatori, fu la stagione che distrusse famiglie e percorsi politici, che interruppe la Salerno del Progetto"

La conferenza stampa

A 25 anni dalla Tangentopoli Salernitana la Fondazione Craxi con Forza Italia Salerno annuncia tre proposte rivolte all’attenzione del sindaco Vincenzo Napoli: un consiglio comunale monotematico; una borsa di studio per gli studenti delle scuole superiori che non conoscono la storia politica e giudiziaria degli anni Novanta; un progetto volto a  raccogliere tutta la documentazione cartacea e televisiva di quel periodo. A presentarle il vice segretario provinciale di Forza Italia Gaetano Amatruda, il giornalista Aldo Bianchini e lo studente Michele Romaniello. In sala l'ex sindaco dc Aniello Salzano, il capogruppo degli azzurri Roberto Celano, il responsabile del movimento giovanile berlusconiano Gerardo Tafuri, il coordinatore cittadino del Nuovo Psi Carmine Romaniello.

“La tangentopoli salernitana? Mai esistita, fu una falsa rivoluzione giudiziaria che consentì a falsi moralisti di diventare finti moralizzatori, fu la stagione che distrusse famiglie e percorsi politici, che interruppe la Salerno del Progetto” ha spiegato Amatruda. “Questo dovrà essere l'anno della verità e del Progetto. Bisognerà riscrivere le verità, interrompere la narrazione dei falsi moralisti e della arroganza del potere, e tornare al progetto. Negli anni ottanta – ha ricordato - a Salerno si getteranno le basi del cambiamento, con le giunte laiche e di sinistra di Vincenzo Giordano. Il sindaco della gente. Furono gli anni delle grandi innovazioni, della costruzione del futuro. Furono gli anni anche sei sindaci galantuomini della Democrazia Cristiana, di Aniello Salzano e non solo. Questa storia va scritta con tutte le verità contro i colpevoli vuoti di memoria, va riscritta per recuperare il metodo e tornare alla politica che programma sviluppo e crescita". Di qui l’appello al primo cittadino: “Enzo Napoli non tradisca la memoria. Si convochi - rilancia - un consiglio comunale monotematico sugli avvenimenti che hanno cambiato la storia delle città, si istituisca una borsa di studio per i giovani che hanno intenzione di studiare gli anni 80', si finanzino progetti per salvare e digitalizzare il patrimonio delle Tv e dei giornali. Nessuno cancelli la storia di Salerno. Confido nella sensibilità e collaborazione di Napoli, è la sua storia. Ricordare quegli anni significa tornare al metodo delle costrizione, della programmazione. È una scelta tutta proiettata nel futuro. Fermarsi, distruggere questa storia sarebbe un delitto" ha concluso Amatruda.

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