Gli studenti del "Virtuoso" vanno al corteo, il preside li punisce: scoppia la polemica

I Giovani Comunisti e il collettivo "Studenti ribelli" vanno all'attacco del dirigente scolastico Gabriele Casaburi

La sede

Il dirigente scolastico dell’Istituto “Virtuoso” di Salerno Gianfranco Casaburi ha emanato un provvedimento disciplinare nei confronti degli alunni che hanno partecipato al corteo studentesco del giorno prima, che prevede una sospensione con partecipazione obbligatoria alle lezioni. A denunciarlo, in una nota, è il Partito della Rifondazione Comunista di Salerno insieme al collettivo “Studenti ribelli” che parlano di atto “squadrista, anticostituzionali e profondamente diseducativo”.

La polemica

I comunisti salernitani e gli studenti vanno all’attacco del dirigenti scolastico: “Nei fatti mette in discussione uno dei fondamenti della nostra Democrazia: il diritto al dissenso e alla libera manifestazione sancito dalla costituzione e dallo statuto delle studentesse e degli studenti. Questi provvedimenti ci preoccupano e ci riportano al passato, quello degli anni 20 del 900 in cui veniva abolito il diritto allo sciopero e veniva praticata la censura contro chi pensava in maniera diversa dal fascismo”. Per loro i dirigenti scolastici “invece di essere dei manager dovrebbero essere, insieme al Corpo Docente, degli educatori capaci di indirizzare la costruzione di un pensiero critico nei ragazzi. Evidentemente il nostro dirigente/Manager è favorevole ai tagli all'istruzione pubblica praticati e decisi dai governi precedenti e da questo governo”. Quindi – concludono “è evidente che è schierato dalla parte di chi la scuola pubblica la sta distruggendo depotenziandola e favorendo solo la scuola privata”.

L’appello

Giovani comunisti e studenti si rivolgono direttamente a Casaburi: “Quindi egregio dirigente malgrado il suo atto repressivo e altri che farà nel futuro sarà anche lei sconfitto. Noi invece fieramente e convintamente siamo complici e solidali con gli studenti del Virtuoso che, invece dell’atto repressivo, avrebbero dovuto avere un encomio e dovrebbero essere da esempio per i docenti e per il loro dirigente. Almeno loro atti concreti per migliorare la scuola li hanno fatti e la manifestazione del giorno 12 è una delle prove. Ci sarebbe piaciuto che, invece di cedere agli impulsi repressivi, il dirigente dimostrasse cosa ha fatto di concreto per avere un istituto sicuro e a norma, cosa ha fatto concretamente per evitare i tagli ai bilanci per l’edilizia scolastica e per l’istruzione, cosa ha fatto e proposto per ottenere ed avere un sistema formativo e culturale vero ed efficiente”.

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