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Riapertura del Museo dell'Heraion

Riapertura del Museo dell'Heraion a Gromola

"Agire: infinito presente" - In onore di Umberto Zanotti Bianco

"Il Museo dell'Heraion è il Museo del Racconto, un luogo delle emozioni tutte da raccontare" così ha avviato il Convegno la Soprintendente ai Beni Archeologici della nostra provincia Adele Campanelli. "Il primo giorno del mio insediamento, tre anni fa, ci fu l'alluvione e la sera stessa questo Museo fu chiuso, finalmente oggi a tre anni di distanza, nel giorno del cinquantenario della morte di Zanotti Bianco, inauguriamo di nuovo questo Museo che è un gioiello dei Musei narranti e virtuali della Campania e celebriamo la figura del grande archeologo che scoprì l'Heraion alla foce del Sele".

La tanto agognata riapertura finalmente è avvenuta: giovedì 13 novembre alle 15,00 presso la masseria Procuiali, sede del Museo di Gromola-Foce Sele, Convegno "Agire: infinito presente" . Una grande quantità di gente proveniente da ogni parte della Campania per poter assistere alla nuova apertura dell'Heraion. Presenti le autorità civili, la Direttrice del Museo Archeologico di Paestum Marina Cipriani, il Sindaco Italo Voza ("Avvieremo dei tours che da Paestum porteranno all'Heraion") ed altri amministratori del Comune di Capaccio-Paestum. Vari gli interventi: il Presidente di Italia Nostra Marco Parini, l'ex Soprintendente Giuliana Tocco, e il particolare intervento del Presidente del consiglio regionale di Italia Nostra Massimo Maresca (nipote della Zancani-Montuori in cui ne ha tratto un ritratto storiografico e singolare sconosciuto sia al pubblico che ai libri di storia). Significativo e sul filo della commozione quello di Giuliana Tocco Sciarelli che per motivi anagrafici ha conosciuto i due grandi archeologi:

"Tra i musei della provincia di Salerno, durante il periodo che sono stata Soprintendente, questo è il Museo che ho più amato perché è stato pensato sulla spinta di una forte tensione emotiva e scaturito dall'esigenza di rendere partecipe il grande pubblico di una Storia densa e intensa di fatti e di sentimenti che si è snodata nei secoli dall'antichità fino ai tempi moderni. La foce del Sele è un luogo di emozioni tutte da raccontare come ha accennato prima Adele Campanelli, eventi naturali (alluvione 2010) avevano interrotto il racconto. Ricordo con emozione l'incontro con Paola Zancani per riprendere gli scavi dove erano stati interrotti anni prima. Leggemmo i ricchissimi volumi pubblicati dalla Libreria dello Stato nel 1951/54. Leggemmo attentamente i taccuini di Umberto Zanotti preziosi di suggerimenti nel prosieguo dell'opera. Due personaggi ricchi di rettitudine morale e rigore scientifico."

Personalità annunciate e assenti (ingiustificate): il Ministro Massimo Bray, Gerardo Bianco, presidente di ANIMI e Carlo Ripa di Meana. Peggio per loro. Il caffè era buono, le bufale pascolavano placide nella bruma acquitrinosa e infinita della campagna del Sele, una steppa rivolta a sud molte volte dimenticata, in un freddo pomeriggio autunnale dell'Anno Domini 2013. Il sole, silenzioso, si è appena appoggiato al di là degli argini.

Si riparte.

Agire (e pensare) Infinito presente.

Antonio Pecoraro

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