Post Covid/ Da sartoria industriale alla produzione di 8mila mascherine al giorno, la storia

Spera: "Il successo dell’operazione è stato possibile grazie al supporto della rete di imprenditori del territorio, uniti nella crisi da un comune senso di solidarietà"

E' proprio vero come da ogni crisi possa nascere una nuova opportunità. Ne rappresenta una prova Confezioni Picentini, azienda del tessile del salernitano del Gruppo Spera con 40 anni di esperienza, 100 dipendenti interni e oltre 300 nell’indotto che, durante l’emergenza, ha riconvertito le attività per la produzione di mascherine. Il direttore Salvatore Spera, ai microfoni di Lucio Rossomando di RCS75 per la rubrica “Comunicazione Responsabile. Focus Imprese e Professioni” in collaborazione con Gruppo Stratego, ha motivato la scelta con la necessità di ridurre l’impatto della crisi Coronavirus sui livelli occupazionali, per salvaguardare i posti di lavoro, e fornire un servizio alla comunità in un momento di grande necessità. Ha ottenuto a tal proposito l’autorizzazione dall’Istituto Superiore Di Sanità a produrre e commercializzare le mascherine.  

Parla Spera

“È una nuova esperienza che stiamo affrontando con grande serietà e senso di responsabilità, in una circostanza storica che sembra incoraggiare ciniche speculazioni e facili truffe.

Il prodotto è infatti qualitativamente ottimo e certificato in conformità con le varie normative che si sono susseguite rapidamente in questo periodo. Questo è possibile grazie alla lunga e solida esperienza nel settore tessile sartoriale, che ha consentito all’azienda di maturare standard professionali molto elevate e competitivi.  Non è stato facile iniziare e completare il processo di riconversione della produzione perché, soprattutto nella prima fase, si riscontravano difficoltà con l’approvvigionamento delle materie prime, dal momento che molte attività industriali erano ferme. La domanda è diventata più esigente col tempo e con l’evolversi della situazione. All’inizio il modello della mascherina era indifferente, ma poi sono arrivate richieste per colori e design specifici, perciò l’azienda in un certo senso ha ripreso a fare moda.

Oggi l’azienda produce fino a 8000 mascherine al giorno. Il successo dell’operazione è stato possibile grazie al supporto della rete di imprenditori del territorio, uniti nella crisi da un comune senso di solidarietà, come il CEO dell’Agenzia Carisma Aurelio Dente, che mi ha supportato sia professionalmente curando la copertura assicurativa COVID per i dipendenti sia come amico. Insieme ad altri imprenditori ha dato vita ad una vera e propria gara di solidarietà donando mascherine nel periodo dell’emergenza.”
 

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