La Salernitana perde 3-0 a Brescia: la società ordina allenamenti a porte aperte

Le rondinelle mettono al sicuro il risultato già nel primo tempo. Salernitana costretta a rimandare il discorso salvezza alla prossima partita con il Carpi. Sugli spalti gli ultras granata e bresciani ricordano Mario Landi, lo sfortunato 17enne tifoso morto in un incidente stradale

Angeloi Gregucci, allenatore della Salernitana - fotoreporter Guglielmo Gambardella

Dopo quaranta minuti, la partita è già finita e nel secondo tempo peggiora nel risultato: il Brescia la sblocca subito con Tremolada, la sigilla con Torregrossa e poi sciala con Alfredo Donnarumma, centravanti-bomber. Volano le rondinelle lombarde, ormai ad un passo dalla promozione diretta in serie A. La Salernitana, invece, avrebbe dovuto dare continuità alla vittoria in rimonta con il Cittadella ma si è sciolta subito allo stadio "Rigamonti", contro una squadra oggettivamente più forte, più presente. Adesso il discorso salvezza, in casa granata, è rimandato al 27 aprile con il Carpi. Una partita da vincere a tutti i costi, per evitare calcoli e il fiatone di fine campionato. Nel frattempo la società ha deciso che mercoledì 24 aprile spalancherá le porte del campo Volpe e fará allenare la squadra in presenza dei tifosi. 

La cronaca

Gregucci schiera due punte e il trequartista per giocarsela petto in fuori contro la capolista Brescia. I problemi di sempre, però, si annidano sempre lì, nella tremebonda difesa, bucata da sette partite di fila. Accade tutto all'alba del match, dopo 2'38". Pucino, di nuovo capitano perché in extremis Gregucci preferisce Migliorini a Schiavi, perde un pallone sanguinoso a metà campo. Il Brescia fulmineo si distende sulla destra con Torregrossa che scappa via a Mantovani. Pallone smistato immediatamente a Tremolada che triangola con Bisoli lasciando sul posto Migliorini e trafigge Micai sotto misura.

Uomo ovunque

Tremolada segna e Bisoli blinda: dopo aver contribuito a sbloccare il risultato in coabitazione con il trequartista ex Ternana autore del gol dell'1-0, il figlio d'arte si sostituisce al portiere del Brescia e al 13', appostato sulla linea di porta, evita il gol dell'1-1 con un miracoloso salvataggio di testa, dopo il tiro di destro, a botta sicura, di Casasola, sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Rosina. Il suo salvataggio vale quanto un gol. Scampato il pericolo, le rondinelle macinano di nuovo gioco, chilometri, bel calcio. Sfondano di nuovo a destra, dove operano Sabelli, l'onnipresente Bisoli e Torregrossa. La squadra di Gregucci prova a ribattere colpo su colpo. Djuric è vispo e prova a prendere posizione in area di rigore. Mentalmente libero dopo i cinque gol in tre partite, trattiene il pallone cerca la giocata ariosa per il cross e la spizzata. Un suo colpo di testa in avvitamento, al 17', meriterebbe miglior sorte.

Il doppio ricordo

Mentre le squadre si danno battaglia, sugli spalti gli ultras granata si scambiano applausi a scena aperta, mentre srotolano striscioni in ricordo di Mario Landi, lo sfortunato 17enne tifoso della Salernitana morto in un incidente stradale. Poi il ricordo del gemellaggio: "In segno di un'amicizia infinita. Brescia e Salerno per sempre".

La magia

Donnarumma, rapace ex granata e centravanti bomber del Brescia, prova in tutti i modi a fare irruzione nel tabellino dei marcatori (ci riuscirà più tardi) ma Migliorini lo mura al 30'. Poi Alfredino toglie il cappello davanti alla ruleta del "gemello del gol" Ernesto Torregrossa. L'attaccante del Brescia è spalle alla porta, marcato da Di Tacchio e Lopez, ma fila via ad entrambi, nascondendo il pallone con un sontuoso gioco di gambe. Alza la testa, vede Donnarumma, chiede il dai e vai, l'ottiene, entra in area, invita all'uscita Micai al 37' e accarezza il pallone con un morbido piatto destro che "pizzica" il palo alla destra del portiere. La partita è già in freezer per la Leonessa capolista della serie B: la Salernitana organizza una reazione ma è roba estemporanea, frutto del rimpallo, come quello che al 38' potrebbe premiare Jallow ma Alfonso blocca a terra. Proprio allo scadere, nell'unico minuto di recupero, destro altro di Di Tacchio.

La ripresa e i titoli di coda

Gregucci ripresenta le due punte ma in attacco c'è l'arciere Calaiò al posto di Jallow, fuori partita. Calaiò va subito vicino al gol al 5': imbucata di Rosina, il centravanti incrocia con il sinistro, pallone fuori di un soffio. Poco dopo, ci prova anche Di Tacchio: soluzione mancina, di potenza, pallone deviato in corner. Il Brescia fa le prove generali del 3-0 con il neo entrato Dall'Oglio che cerca ma non trova l'accorrente Donnarumma. Poi la Salernitana si fa male da sola al 13': Torregrossa è defilato e non può nuocere; Akpa Akpro gli frana addosso ed è inevitabile il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Donnarumma che, a secco da tre partite, spiazza Micai, festeggiando il venticinquesimo gol in campionato e il ventisettesimo gol stagionale, Coppa compresa. Gregucci sul 3-0 coinvolge Andrè Anderson. Gli fa posto Alessandro Rosina, visibilmente amareggiato al momento del cambio. Proprio Anderson, al 25', tenta di sorprendere Alfonso dai 20 metri ma la conclusione è velleitaria. Più pericolosa quella di Calaiò, che al 30' chiama Alfonso al tuffo sulla sua sinistra per bloccare il tiro del cenravanti granata, preparato con un bel dribbling. Al 34' il possibile gol della bandiera potrebbe giungere dal colpo di testa di Andrè Anderson, ma Alfonso si inarca e - plastico - schioda il pallone dalla trasversale. Sui titoli di coda, in pieno recupero, Donnarumma sfiora il poker di squadra e la doppietta personale.

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