Salernitana, Calaiò ufficializza il ritiro: il saluto dell'arciere

In conferenza stampa: "Tutti i mister mi hanno lasciato qualcosa, anche quelli che magari avevano vedute diverse. Al momento non penso di fare la partita d'addio, magari faccio la gara d'addio in una partita di calcetto"

Un momento della conferenza stampa

Allo stadio Arechi, in conferenza stampa, si consuma l'addio di Emanuele Calaiò al calcio giocato. Non alla Salernitana: sarà il responsabile del settore giovanile granata.

La decisione

Comincia il direttore sportivo Angelo Fabiani: "Calaiò l'anno scorso aveva ridotto il proprio ingaggio con il Parma. Aveva sottoscritto un modestissimo contratto ed era passato alla Salernitana. Al termine dello scorso campionato - e anche prima - erano arrivate molte richieste, mai prese in considerazione da lui e dal club. Voleva legarsi a Salerno come calciatore e poi eventualmente da dirigente. Non sono nuovo a questi colpi ad effetto, quando intravedo caratteristiche: l'ho fatto con Grassadonia, poi con Bianchi". Era accaduto anche con Ginestra. Ora tocca a Calaiò: "Il nostro calciomercato è stato lungo, abbiamo sistemato trenta atleti e non era facile condurlo in entrata, secondo le indicazioni di Ventura. Guardando poi al settore giovanile e alla scuola calcio che rappresenta il fiore all'occhiello, ringrazio Ventura che era già a conoscenza di questo ipotetico finale. Qualche giorno fa, si è tutto concretizzato. Calaiò sará responsabile del settore giovanile e avrà un ruolo prettamente tecnico. Andrà, infatti, a vedere giocatori in giro per l'Italia e nella nostra vasta provincia. Nei prossimi giorni, proveremo a fissare un incontro con l'assessore allo sport di Roccapiemonte per concretizzare l'accordo che già c'era, in linea di massima per l'organizzazione di una struttura, compresa foresteria. Non ci sono secondi fini: si libera un posto in lista ma non prendiamo nessuno".  Poi un passaggio sulla consegna delle maglie del centenario: "Nei prossimi giorni comunicheremo le date del ritiro delle maglie al botteghino. Chi passerà, dovrà essere munito di documenti, e-mail e codice fiscale perché invieremo regolare fattura". 

L'arciere

"Finisce un ciclo, comincia un'altra carriera fuori dal calcio. Una scelta che a un certo punto a una certa età si fa. Sono strafelkce per tutto quello che ho fatto, ringraziò tutti i presidenti e gli allenatori,compresi i compagni di squadra. Ringrazio Lotito, Mezzaroma, Fabiani. Era già una cosa che avevamo in mente in passato e si è concretizzata. A gennaio avevo tante richieste ma non mi sono mai voluto muovere, perché i progetti li sposo e li finisco. Non lo faróda giocatore ma in altra veste. Ringrazio mia moglie e i miei figli che mi hanno seguito e sopportato per 22 anni e poi per i i miei genitori che hanno creduto in me e hanno fatto sacrifici da quando avevo 13 anni. Dispiace per mio padre e mio figlio Jacopo che ci sono rimasti male e insieme a me credevano nel traguardo dei 200 gol. Le cose nel calcio e nella vita iniziano e finiscono: era una opportunità che mi è capitata a 37 anni -a gennaio 38 -, dovevo farlo a giugno ma ho deciso di anticipare. Calaiò non è venuto a prendere la pensione a Salerno. Se proprio volevo, facevo altri due anni di contratto altrove e mi "rubavo" i soldi. Certo, volevo fare di più per la Salernitana - l'anno scorso sei mesi fermo - ma sono rimasto anche se in altro modo. Voglio e spero di dare gli stessi consigli dati ad un giovane, da calciatore: maglia sudata. Ci sono tanti talenti che giocano per strada, lo vedo anche a Napoli dove vivo. Ho cominciato anche io così, giocando per strada. Ho avuto la fortuna di farmi conoscere da uomo e calciatore: ho lasciato un ricordo dovunque. Mi porto dietro tutto. Il momento più amaro è stato quello vissuto a Parma con la lunga squalifica per una cosa che non avevo fatto. I piú belli ce li ho tutti tatuati: sono i campionati vinti. Mi ricordo il pallonetto contro il Lecce, con il Siena, le rovesciate con il Catania contro il Varese, poi contro il Pordenone. Ho sempre fatto di testa mia spesso scontrandomi anche con i consigli delle persone piú care, compreso mio padre Giovanni". Nelle ore dell'addio, sono arrivate tante telefonate: "Tutti i mister mi hanno lasciato qualcosa, anche quelli che magari avevano vedute diverse. Al momento non penso di fare la partita d'addio, magari faccio la gara d'addio in una partita di calcetto. Mi hanno chiamato tanti compagni e mi scrivono ancora i ragazzi della Salernitana ai quali ho scritto nella chat".
 

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