Gian Piero Ventura si presenta: "Mancano ancora 7 giocatori"

Ventura: "Per me Salerno è l'Arechi quando in serie A c'era stadio stracolmo due ore prima della partita. Nel momento in cui riuscirò a fare quello che ho sempre fatto - con i fatti e non con le parole - riavremo lo stadio pieno"

Un momento della conferenza

"Orgoglio, qualità, appartenenza": la conferenza stampa di presentazione di Gian Piero Ventura (che attende riforzi entro il 18 luglio e che giocherà con la difesa a tre) comincia con parole al miele del co-patron Lotito.

L'esordio

"Sono qui con vivo piacere. Ci tenevo ad essere presente, al mister sono legato da stima e considerazione - dice il co patron della Salerntana, seduto al tavolo dei relatori con l'ex ct della Nazionale e l'addetto stampa Lambiase -  Ventura è persona giusta in una piazza che ha intenditori di calcio: farà assaporare qualità di gioco per i palati fini. E' l'anno del centenario e ringrazio i tifosi per la bella manifestazione, soprattutto con evento dietro la curva che dimostra attaccamento a squadra e colori. Per questo la nostra società ha ritenuto opportuno investire con iniziative di qualità: store e altre cose. Non eravamo presenti alla festa del Comune perché gli inviti erano personali e all'epoca c'era una rappresentanza - Menichini, all'epoca - più consona a raccontare la vita di campo. E' stato mortificante doverci salvare ai calci di rigore".

Il futuro

"Siamo qui per rafforzare il club - dice Lotito presentando l'ex commissario tecnico della Nazionale - coniugando risultati e spettacolo, altrimenti si rischia operazione in uscita e paziente morto. Facciamo tesoro degli errori, il sottoscritto era presente e non si è nascosto a Venezia, è andato con la squadra in pullman e forse ho avuto un pizzico di merito per la permanenza sul campo. Ripeto sul campo, perchè la Salernitana sarebbe comunque rimasta in serie B. Scegliamo Ventura perchè è uomo di calcio e non di pallone, perché valuta e investe sulle persone, consente loro di esprimersi al cento per cento. In passato giocatori che hanno potenzialità, mal impiegati, non sono stati messi in condizione di rendere. I cognomi non sempre sono sinonimo di qualità. La mia presenza oggi dimostra che l'investitura è diretta, senza intermediari. Al di là della speculazione dialettica dell'ultimo periodo, i fatti dicono che Ventura ha fatto cose buone e fa sistema. Con la logica del sistema, remando tutti dalla stessa parte, otterremo il risultato al quale tutti ambiamo ma che non è stato possibile ottenere. Vogliamo arrivare ai vertici del campionato. I giocatori che ha gestito Ventura non sono stati sempre giocatori di pedigree, perchè questa è solo garanzia mediatica. La squadra non verrà allestita con la formula supermercato pago uno prendi tre, acchiappo i nomi e sto in pace con la coscienza. A noi serve gente motivata che poi dovrà essere plasmata dal demiurgo Ventura. Le ultime partite hanno dimostrato che la squadra aveva un'anima e sapeva combattere. Noi vogliamo ripartire da quelle prerogative. Sono venuto per dare un segnale forte di presenza della società, di attaccamento. Si tratta di dare una logica diversa rispetto a tutto quello che è accaduto in passato".


Le prime parole di Ventura

"Sono felice, ritorno a fare quello che ho sempre fatto: alleno e mi confronto ogni giorno. L'ho fatto sempre tranne nell'ultimo anno che ha un po' annacquato tutto per gli altri ma non per me. Il calcio è cambiato, devi produrre risultati sportivi ed economici.  Per me Salerno è l'Arechi quando in serie A c'era stadio stracolmo due ore prima della partita. Nel momento in cui riuscirò a fare quello che ho sempre fatto - con i fatti e non con le parole - riavremo lo stadio pieno. La voglia è ridare un'anima alla squadra che ha un pubblico abituato a pretendere secondo la sua storia. Vorrei essere ricordato non perchè ho vinto ma perché ho riportato 25mila persone allo stadio e perché ho ridato ad un giocatore l'orgoglio di vestire la maglia granata. Sto parlando di pubblico, stimoli, orgoglio". Sui calciatori e le motivazioni, ecco il tecnico granata: "Quando abbiamo preso Darmian dalla Primavera Palermo poi l'abbiamo dato al Manchester. Glik venuto a zero euro poi pilastro della nazionale polacca. Non bisogna prendere giocatori per la piazza ma giocatori per la Salernitana. Sono venuto quasi gratis - dice con una battuta - e per fortuna avevo messo prima qualche soldo da parte. Vincere non può essere l'obiettivo ma la conseguenza di ciò che andremo a fare. Siamo pronti? Assolutamente no, mancano ancora sei-sette giocatori. Per non dire sette otto, altrimenti il presidente si sente male. Non giocatori intesi come nomi ma come potenzialità e caratteristiche . Le idee e la determinazione non sono sufficienti: ci vogliono anche i giocatori. Da solo non lo posso fare: ho bisogno del presidente, il presidente di me, entrambi del pubblico. Incominciamo ad essere credibili, iniziamo a voler essere. La Nazionale? Dopo 33 anni di risultati, 290 milioni di plusvalenze e circa 170 miliardi a Cagliari, due sconfitte hanno cancellato na vi annuncio che mi riprenderò questi 34 anni e ci riuscirò. Porte aperte o porte chiuse? Andiamo in questo paese, a San Gregorio Magno, e tutte le mattine farò porte aperte, almeno nella prima settimana. Al pomeriggio porte chiuse perchè il calcio è cambiato, ci sono i droni e vengono a vedere la tattica. Tutte le volte che non ci sono allenamenti finalizzati alla tattica, ben vengano porte aperte perché l'obiettivo è e deve essere portare i tifosi. Anche il discorso con la stampa: se il rapporto è dare la formazione, non c'è problema; se si viene a vedere la posizione sulla palla inattiva, il recupero palla e altre situazioni, io non parto svantaggiato, ma di più". Il modulo: "Se si decide di giocare con esterni e si fa un tipo di modulo, servono alcune caratteristiche. Se nella rosa non ci sono esterni offensivi, non si può giocare in questo modo. Il discorso è molto semplice, basta vedere chi c'è adesso in rosa e chi arriverà, perché altra gente arriverà. Perché noi dopo compreremo...".

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