Salernitana sconfitta a Pescara, granata ai playout con il Venezia: la cronaca

Il gol del 19enne Bettella e il raddoppio di Ciofani affondano la Salernitana. Presenti in tribuna i co-patron granata Lotito e Mezzaroma, l'assessore comunale allo sport Angelo Caramanno. In lacrime i 750 tifosi. Si comincia il 19 maggio ma pende un ricorso

Il Pescara non fa sconti, batte la Salernitana e la condanna ai playout. Ai granata sarebbe servito un punto per salvarsi aritmeticamente ma non sono stati capaci di conquistarlo. Li ha tenuti a galla il Foggia che ha perso a Verona. La Salernitana, che rimedia la quinta sconfitta consecutiva e la nona nelle ultime undici, disputerà i playout con il Venezia dell'ex Bocalon, da quartultima. Si comincia, anzi comincerebbe il 19 maggio allo stadio Arechi, ore 18. Il 26, replay in Laguna, alla stessa ora. I playout sono però sub judice perché il 17 maggio il Foggia che ricorre al Collegio di Garanzia del Coni potrebbe vedersi restituiti i punti. Se la richiesta viene accolta (1 o 2 punti), la Salernitana è retrocessa. "Giocheremo con il Venezia e vedremo chi è più bravo - dice il tecnico granata Leonardo Menichini a fine gara - la negatività non porta a nulla. Dobbiamo avere fiducia, la squadra è viva". La squadra pernotterà ad Ardea.

Altri intrecci

Occhio, però, alla sentenza (di primo grado, esecutiva ma appellabile) attesa lunedì 13 maggio sul caso Palermo. Se il Tribunale Federale Nazionale condannerà i siciliani all'ultimo posto e quindi alla retrocessione per illecito amministrativo, il Venezia sarà salvo per classifica avulsa e la Salernitana farà i playout non più con i lagunari ma con il Foggia che al momento è retrocesso. La decisione di primo grado, però, è appellabile, i tempi si allungherebbero, i playout dovrebbero essere bloccati. La Lega, invece, complici gli impegni delle Nazionali, spinge in ogni caso per chiudere il cerchio entro il 2 giugno, giorno della finalissima playoff per la promozione in serie A.

Il regolamento playout

Il gol in trasferta non vale doppio ma vale la differenza reti nelle due partite. Nel caso in cui la differenza fosse zero (esempi: pareggi all'andata e al ritorno oppure una vittoria a testa con gli stessi gol di scarto), la gara di ritorno sarebbe allungata ai supplementari e successivi calci di rigore, perché Venezia e Salernitana sono arrivate a pari punti. In questo caso, il vantaggio in classifica non c'è e quindi si disputa l'extratime.

La spinta e le scelte

Scortata da 750 tifosi e osservata in tribuna dai co-patron Lotito e Mezzaroma, la Salernitana si presenta al cospetto del Pescara con il terzo allenatore della stagione e con il fardello sul groppone di 4 sconfitte consecutive, 8 nelle ultime 10, retaggio della gestione Gregucci. Menichini, al suo terzo debutto alla guida dei granata, esclude Orlando dall'undici base preferendogli Djavan Anderson che ha più minuti nelle gambe e assicura maggiore copertura. Poi Casasola terzino destro, Andrè Anderson a supporto del gigante Djuric, insieme a Jallow.

La cronaca

Primo pericolo dopo 5': Balzano crossa morbido dalla destra, Casasola anticipa l'accorrente Mancuso, poi Sottil si avventa sulla palla vagante e tira altissimo. La Salernitana replica all'11': parabola velenosa di Lopez su corner dalla destra, il pallone rimbalza in area piccola ma non ci sono granata pronti al tap-in vincente. Sul ribaltamento di fronte, ripartenza di cinquanta metri del pescarese Pinto che allarga il gioco per Marras; cross immediato ma il piccolo Odjer fa bene la diagonale e ostacola Mancuso impedendogli di indirizzare di testa verso Micai. Al 17', la Salernitana vicina al vantaggio: Andrè Anderson fa viaggiare Jallow che punta Balzano e prova il tiro a giro; il pallone si impenna e diventa assist per Djuric che in rovesciata fionda di un soffio a lato. In contemporanea, arrivano buone notizie da Carpi, dove il Venezia, diretta concorrente dei granata, è in svantaggio complice il gol su rigore di Cissè. In contemporanea, le due dirette concorrenti del Pescara per i playoff, cioè lo Spezia e il Cittadella, sono entrambe in svantaggio di due gol.

Fiato sospeso

Allo stadio Adriatico si viaggia sul filo delle emozioni. Lopez perde palla a centrocampo dopo aver rinviato col destro, che non è il piede migliore. Il Pescara ne approfitta con Pinto che trova l'imbucata per Mancuso. Il cecchino degli abruzzesi, però, tira centrale tra le braccia di Micai. La Salernitana beneficia di una ghiotta palla gol al 31'. Jallow viene lanciato in velocità e fa quello che gli riesce meglio, cioè correre. Dopo aver guadagnato metri, vede e serve in profondità Djavan Anderson che sbaglia piede: decentrato sulla sinistra, l'olandese di origini giamaicane conclude di destro - diritto per diritto - anziché di sinistro ad incrociare. Pallone sul fondo e mani nei riccioli colorati. In contemporanea, arriva una brutta notizia: al 32' il Livorno è in vantaggio a Padova con Giannetti e la fotografia del momento "dice" Salernitana ai playout con il Foggia. I granata rischiano addirittura di capitolare al 41', quando Pinto - ancora lui - sfonda sulla destra della Salernitana. Il cross per Mancuso è sporcato da Mantovani ma il pallone resta in area piccola. Micai si immola e Marras riesce solo a colpire con la suola: pericolo scampato.

Secondo tempo

Mentre il Carpi raddoppia condannando il Venezia, la Salernitana grida al gol ma è solo un'illusione. Cross di Casasola dalla destra, buca Djuric e Jallow che arriva a rimorchio stecca un rigore in movimento (2'). Al 7' l'arbitro sorvola su un fallo ddi Brugman su Djuric. Il Pescara ne approfitta e in ripartenza libera Mancuso che libera il destro: Casasola fa da scudo e devìa in angolo.

I calcoli

Nel frattempo il Foggia passa in vantaggio a Verona con Iemmello: al 12' della ripresa, Salernitana sempre ai playout ma da quartultima. All'improvviso, però, cambia lo scenario perché le venete Padova e Verona danno una mano alla Salernitana: il Padova pareggia con il Livorno, scaligeri fanno 1-1 con il Foggia. Al 66', la Salernitana è salva. Menichini si cautela e inserisce Mazzarani per Andrè Anderson. Al 72', conclusione dal limite di Di Tacchio e Fiorillo blocca in due tempi. A 15' dalla fine, Calaiò, ex di turno, rileva Djuric. Nonostante il quinto posto blindato, il Pescara non è sazio ma pigia sull'acceleratore: Micai chiude lo specchio a Mancuso.

L'incubo

Si materializza al 33' st: corner, pallone vagante in area, la difesa della Salernitana si addormenta e Bettella, classe 2000, realizza il suo primo gol tra i professionisti. A 12' dalla fine, i granata sprofondano nei playout con il Foggia da quartultimi, grazie al contemporaneo ko di misura (2-1) del Venezia. Cambia di nuovo la griglia dopo un minuto: gol del Verona su rigore, 2-1, e Salernitana, che nel frattempo manda in campo Rosina per Djavan Anderson, è sempre ai playout ma da quintultima all'81'. Il Venezia pareggia - brividi granata - ma la Salernitana non va oltre una rovesciata sbilenca di Di Tacchio e una protesta non convinta per contatto in area su Mazzarani. Nel frattempo Migliorini "mura" Mancuso. Il 2-0 del Pescara si materializza al 90': gol di Ciofani, neo entrato. Segna anche il Venezia, da 2-0 a 2-3. Salernitana, quartultima, tenuta a galla al 92' dalla sconfitta del Foggia a Verona.

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