Salernitana, Ventura chiede tre giocatori e gli ultras Ums tornano in curva Sud

L'allenatore, in ritiro a San Gregorio Magno, ha fatto un bilancio dei primi quindici giorni granata. Si è soffermato sull'organico a disposizione e sul tormentone Cerci

"Torneremo in curva Sud, nella nostra casa". Dopo una lunga diserzione durante le partite casalinghe, gli ultras Ums, seguiti da Centro Storico, Milano Granata hanno annunciato che rientreranno in curva Sud Siberiano giovedì sera, 1 agosto, in occasione del triangolare con Reggina e Bari. Prosegue la divisione con altre sigle ultras. Distanza rimarcata da questo passaggio, all'interno del comunicato stampa: "Senza avere alcun riferimento e non riconoscendoci in alcun discorso con entità che con noi la condividono e con cui avremmo dovuto tirare le famose “somme” per tutelare il bene della nostra amata Salernitana". Chi firma il comunicato, dà appuntamento in curva "a tutti quelli che credono nel nostro stesso ideale".

In ritiro

L'allenatore Gian Piero Ventura, in ritiro a San Gregorio Magno, ha fatto nel frattempo un bilancio dei primi quindici giorni granata. Si è soffermato sull'organico a disposizione e sul tormentone Cerci. "Siamo incompleti", ha detto il tecnico. Lo aveva detto in conferenza stampa, quando fu presentato, e lo ha ribadito oggi, martedì 30 luglio, tirando le somme dopo le due settimane di romitaggio. L'allenatore ligure ha aggiornato la lista della spesa: adesso non servono "sei, sette giocatori", ma "due, tre per il definitivo salto di qualità".

Il mercato

“Servono minimo due calciatori, se non tre. Cerci è un nome che è stato fatto perché ci sono stati contatti, è evidente che le sue caratteristiche sono diverse da quelle degli attaccanti disponibili al momento ma non è detto che Cerci arrivi. Se prendiamo dei calciatori, li prendiamo per finalità tecnica e per caratteristiche. Cerci è un giocatore che ho avuto più volte e l’ho sopportato più volte. Mi ha telefonato dicendo che c’ero io a Salerno e quindi era disponibile a venire. Ha dato la sua disponibilità perché è reduce da due annate complicate, ha orgoglio e vuole reagire. Potremmo essere la squadra giusta per sfruttare la sua rabbia. Se arriva Cerci bene, ma se arriva un’altra punta lo accolgo a braccia aperte. Ora non vorrei che si fraintendesse il discorso, Alessio è un calciatore sul mercato che ha dato la sua disponibilità. Ma Cerci non completa la squadra, è un componente. Lo sforzo va fatto per completare la squadra, non per il giocatore singolo ma per più giocatori. Manca un’alternativa a Di Tacchio che in questo momento è l’unico playmaker. Ho sentito Lotito: sarei maleducato se non lo avessi sentito. Lui sa perfettamente cosa occorre". Sulla squadra: “Sono soddisfatto di queste due settimane di ritiro, ho trovato risposte da quelli che erano i presupposti di quando eravamo partiti – Siamo ripartiti dopo un’annata difficile, dove sono successe tantissime cose non positive e c’era da ricreare la base affinché la squadra avesse pensieri positivi. Oltre al lavoro fisico abbiamo fatto un lavoro mentale, 50% sulla squadra e 50% per eliminare le scorie dell’anno scorso".

Il credo tattico e il mercato dei nomi

“Una squadra è formata da una linea difensiva, una linea di centrocampo e una di attacco. Si parte dalle fondamenta, quando la difesa inizierà a giocare con la giusta personalità allora si passerà ai centrocampisti e così via. Oggi gli attaccanti toccheranno quattro palle a partita perché ci manca ancora serenità, ma loro lo sanno e hanno pazienza. Ma anche con quei quattro palloni si può fare qualcosa. Come tutte le costruzioni, c’è bisogno di tempo ma noi siamo in anticipo. Ora c’è il passaggio successivo, quello della personalità. Si può avere più o meno qualità, ma la personalità può fare la differenza. La società sa che avrei voluto iniziare il ritiro con una squadra fatta però direi che quelli che ci sono hanno capito in che direzione lavorare. Ci sono i presupposti per fare qualcosa di interessante. Non è attraverso l’acquisto dei calciatori che si vince, ma creando un contesto inattaccabile. Ma il contesto va creato. Qui c’è da costruire tutto, cerchiamo di fare il prima possibile ma senza mettere stress ai calciatori. Questi giocatori non hanno ancora serenità, va creata”.

L'elogio di Kiyine e le coppie

"Ha le caratteristiche per fare l’esterno. Io a Verona sono stato 20 giorni e poi ho lasciato perché non c’erano i presupposti e i fatti mi hanno dato ragione, parlo di difficoltà societarie. Ho avuto l’occasione di vedere un calciatore ai margini che poteva giocare in quel ruolo, perché lì riesce a diventare sé stesso. Ha qualità, però in mezzo al campo a volte si perde mentre largo determina. In quelle tre partite fece tre prestazioni molto buone, tanto che il mio telefono squillò spesso. Penso sarà una grande occasione per lui, se centra il campionato nessuno gli vieta di ambire a essere un calciatore importante l’anno prossimo in Serie A. Migliorini e Billong sono due alternative, in una difesa a tre difficilmente possono giocare insieme. Maistro ha fatto bene con il Picerno, ma quello che ha fatto in occasione del gol andava fatto anche nei primi 35 minuti. Per i calciatori giovani è molto più facile apprendere, sono concettualmente vergini mentre quelli più avanti nell’età hanno il loro dna già formato. Ma attraverso la disponibilità si può imparare tanto. Siamo ancora al 30% di quello che possiamo fare. Dispiace non avere avuto Firenze, ma dispiace più a lui perché ci tiene tanto”.

Il triangolare Siberiano

"I tifosi sono fantastici: in 1500 in amichevole. E' importante giovedì, ma diamogli l’importanza che ha sempre un triangolare con due amici. E poi io abito a Bari, non mi sento di batterlli - aggiunge con una battuta - perché altrimenti non posso più andare a prendere il caffè in città. Il triangolare del centenario sarà una festa, se vogliamo iniziare a essere diversi però dobbiamo pensare in modo diverso. Ricordo il primo allenamento in un’altra squadra, mi chiedevano di andare a vincere a San Siro. Ma per vincere lì ci devi andare a giocare, poi a distanza di poco ci siamo riusciti. Ma bisogna creare i presupposti. Partiamo quasi da zero, da un anno che ha resettato tutto. Questa è un’occasione importante per Salerno e la Salernitana, sono venuto qui per amicizia e non per denaro. Ma soprattutto mi piacerebbe essere ricordato non per il risultato sportivo, ma per quello che ha riportato l’entusiasmo e i tifosi all’Arechi. I tifosi mi hanno chiesto la maglia sudata, lo garantisco al 100%. Poi non parliamo di risultati sportivi, perché un palo può cambiare la vita".
 

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