Salernitana - Pescara: ecco la cronaca della gara

Prova d'orgoglio dei granata che in zona Cesarini strappano un pareggio insperato. Imbarazzante anche quest'oggi però la prestazione del reparto difensivo della formazione di Bollini, bucata anche in questa gara per ben due volte con una facilità disarmante

Foto di G. Gambardella

La Salernitana strappa un punto al Pescara con carattere e orgoglio, ma non riesce a camuffare i peccati originali di una difesa inguardabile, a tratti imbarazzante. Anche questo pomeriggio infatti,  Radunovic è stato costretto a raccogliere altri due palloni in fondo al sacco, e il bilancio sarebbe potuto essere addirittura peggiore se l'estremo difensore serbo non avesse compiuto due interventi provvidenziali. E mentre Bollini si nasconde dietro un dito, per giustificare la scelta cervellotica di schierare terzini nel tridente offensivo (in panchina c'erano Alex,Di Roberto e Cicerelli, esterni di ruolo), il reparto difensivo granata balla che è una bellezza, facendo quasi impallidire anche i zemaniani più convinti, abituati a sorbirsi le difese colabrodo del maestro Boemo. E proprio la difesa colabrodo del Pescara ha favorito il clamoroso ritorno dei granata, in un festival di orrori difensivi, gol e tanti rimpianti, da una parte e dall'altra. 

Pronti via, la Salernitana va subito vicinissima al gol dell’1 a 0 con Sprocati, che, ben servito in area da Ricci, spreca malamente una ghiotta occasione sparando addosso a Pigliacelli. Un 1’ dopo, risponde subito il Pescara con una velleitaria conclusione direttamente da calcio di punizione di Brugman, la sfera però termina alta sulla traversa. Con il trascorrere dei minuti gli ospiti alzano il ritmo e all’11’ sfiorano la rete del vantaggio con un colpo di tacco di Perrotta da posizione ravvicinata, Radunovic però è attento e sventa la minaccia. Al 13’, bell’azione corale dei padroni di casa che vanno al tiro da posizione favorevole con Vitale in proiezione offensiva, la conclusione del terzino partenopeo però non centra lo specchio. Al 16’, occasionissima per gli adriatici con Pettinari di testa, la palla però esce di poco. Evidenti in questa occasione le 'solite' defaillance del reparto difensivo della Salernitana. Il Pescara insiste, e al 17’ è Del Sole a provarci con una conclusione dalla distanza che però non impensierisce più di tanto Radunovic.  Al 25’ però, gli ospiti passano in vantaggio, grazie all’ennesima sbandata del reparto difensivo granata: Zampano, bravissimo ad infilare con un taglio Vitale Tuia, si incunea in area di rigore e serve un assist d’oro per l’accorrente Capone, che deve solo spingere la palla in rete. Al 36’, Radunovic si erge a protagonista salvando i granata su una conclusione ravvicinata di Del Sole: strepitoso, nella fattispecie, il colpo di reni del giovane portiere serbo che gli consente di deviare la sfera quel tanto che basta per evitare il gol. Imbarazzante anche in questo frangente l’atteggiamento della difesa granata, letteralmente in balia degli avanti adriatici. I ritmi di gara, fin qui sostenuti, iniziano a calare vistosamente anche per via del clima particolarmente afoso per il mese di settembre. Negli ultimi minuti infatti, mentre il Pescara si limita a gestire il match, tentando di tanto in tanto qualche sortita in contropiede, la Salernitana sembra non avere la lucidità necessaria per imbastire un’azione offensiva degna di tale nome.

Secondo tempo

A inizio ripresa, continui sono i capovolgimenti di fronte, sia da una parte che dall’altra, nessuno però sfocia in conclusioni verso lo specchio. Come nel finale del primo tempo, la Salernitana sembra essere incapace di costruire trame di gioco efficaci, troppa è infatti la confusione tra i calciatori granata che impedisce agli avanti granata di arrivare a battere a rete. Bocalon sembra un pesce fuor d’acqua, il centrocampo non ha il fosforo necessario per costruire e la difesa sbanda non appena il Pescara prova ad affondare il colpo. Solo al 16’, i padroni di casa riescono a produrre la prima occasione rete con il neo entrato Zito che prova il colpo gobbo con un esterno potente – ma impreciso – dai 20 metri. Con il trascorrere dei minuti, gli uomini di Bollini sembrano ritrovare il bandolo della matassa e diventano via via più ordinati in mezzo al campo. Al 20’, occasione gol pazzesca sprecata dalla Salernitana con Sprocati, che vede sfumare il gol del pari per via di un intervento miracoloso di Perrotta sulla linea di porta a Pigliacelli battuto. Nel momento migliore dei granata, il Pescara approfitta di un’altra colossale sbavatura della difesa e raddoppia:  fraseggio stretto tra Benali e Brugman, assist per l’accorrente Pettinari che sigla indisturbato il gol più semplice della sua carriera. La Salernitana sbanda paurosamente e al rischia di capitolare definitivamente al 30’ sotto i colpi di Benali, ma l’esterno pescarese si divora il gol del 3 a 0 cincischiando a tu per tu con Radunovc. Il sipario sembra calare inesorabilmente sui padroni di casa, ma al 32’ un lampo di pura classe di Sprocati consente alla Salernitana di accorciare le distanze: il gol dell’esterno lombardo - una parabola a giro da fuori area - è una perla di rara bellezza che fa quasi scomodare paragoni improvvidi con Alex Del Piero. Al 39’, il Pescara prova a chiudere la gara con un tiro violento di Brugman dal limite dell’area, Radunovic non controlla e per poco non combina la frittata. Al 43’, miracolo di Pigliacelli che devia in angolo un missile terra-aria scagliato da Zito a pochi metri dalla porta. La Salernitana ci crede e al 45’, sugli sviluppi di un calcio di punizione, trova il meritato pareggio con un tap in sottomisura di Minala che fa espoldere l’incredulo pubblico dell'Arechi. Al 48’, l’undici di Bollini rischia addirittura di centrare la vittoria  con un calcio di punizione di Vitale, ma Pigliacelli ci mette un’altra pezza e salva i suoi. 

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